La Spada del Samurai — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 19 novembre 2007 · 8/10
Titolo originale : Sword of the Samurai Autori : Michael Reaves e Steve Perry Anno : 1984 Illustrazioni : Steve Leialoha Copertina : William Stout Traduzione italiana : Stefano Alfiero D’Aprile (1991) Il sesto volume di Time Machine trasporta il lettore indietro di 350 anni, in un Giappone ancora immerso nel suo lunghissimo Medioevo. La missione da completare a prima vista pare futile: recuperare la spada del samurai Miyamoto Musashi, guerriero imbattibile e famoso per aver introdotto il combattimento con le due spade, katana e wakizashi. Edotto sull’epoca e sul personaggio da una Banca Dati straordinariamente puntuale, il lettore affronta il viaggio con l’obiettivo di impossessarsi di un’arma, ma per farcela deve apprendere una mole d’informazioni sulla “Via del Samurai”, il Bushido. Al contrario di altri episodi, La Spada del Samurai è denso di azione. Solo di rado il giocatore subisce passivamente gli avvenimenti e spesso viene chiamato ad intervenire. Ciò è in contraddizione con le quattro famose regole, soprattutto con quella del “non cambiare il corso della storia”, però non si può negare che per una volta faccia piacere assumere un ruolo decisivo. Balzando avanti ed indietro nel tempo si rivivono le tappe fondamentali della vita di Musashi: i suoi duelli, le battaglie a cui ha partecipato, ci si iscrive alla sua scuola per samurai ad Ogura e si giunge ad assisterlo nell’ora della morte, presso una sperduta caverna dell’isola di Kyushu. Per avere successo occorre studiare a fondo la Banca Dati , che contiene dati sufficienti per imboccare i percorsi corretti, e conformarsi al codice di vita degli antichi samurai. Non si deve credere che il furto o l’inganno siano i metodi migliori per appropriarsi della spada di Musashi; il samurai è forte ed astuto, non si lascerà imbrogliare dal primo pivello che incontra. La sicurezza con cui si sbarazza del rivale Kinju al torneo di Kyoto dovrebbe far riflettere. Nonostante la letalità e la ferocia nel combattere, Musashi è un individuo ammirevole e restargli vicino è un’ottima occasione per apprendere semplici nozioni sulla cultura ed il modo di pensare del Giappone, così diversi da quelli occidentali. Nei recessi nascosti del librogame si celano anche altre informazioni: si apprende come si forgia una katana, si assiste ad uno spettacolo di teatro No, si vive l’invasione di Kyushu da parte di Kublai Khan, sventata dal kamikaze o“vento degli dei” (se costretti a fuggire nel 1281), si incontra la scrittrice Murasaki Shikibu (cui è attribuita la “Storia di Genji”, a detta del testo uno dei primi romanzi mai scritti), si è ospiti nel palazzo di un daimyo e si incontrano i famigerati ninja. Chiunque troverà qualcosa da imparare in questo libretto. I lettori che amano l’azione e l’avventura, nonché gli appassionati di cultura orientale, scopriranno ne La Spada del Samurai un piacevole momento di lettura. Dal punto di vista strettamente “tecnico”, il librogame non presenta grosse incongruenze ed è costruito con sapienza, dato che per la vittoria definitiva occorre unire lo studio alla comprensione di un luogo e di un popolo. Un episodio avvincente e piacevole, che mi sento di consigliare a tutti. Ambientazione : 9 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 8 Interattività : 8 Aspetto grafico : 7 Voto complessivo : 8 Difficoltà : bassa