La Stirpe di Dragonspear — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 9 marzo 2008 · 6/10

Titolo originale : Spawn of Dragonspear Autore : Steve Perrin Anno : 1987 Illustrazioni : Douglas Ball Copertina : Keith Parkinson Traduzione italiana : Costanza Galbardi e Fabio Accurso (1994) Mi sono accostato a questo volume di Advanced Dungeons & Dragons nella più completa ignoranza del setting ufficiale in cui Steve Perrin ha ambientato la sua storia: Forgotten Realms . Forse qualche nozione a proposito avrebbe allietato la lettura, che molto probabilmente nasconde citazioni che il neofita non è in grado di cogliere. A differenza de I Prigionieri di Pax Tharkas questo librogame possiede un impianto ludico più appariscente, ma non sufficientemente curato. Proprio come nel primo librogame della serie è assegnato un personaggio ranger, identificabile senza equivoci dal suo stile di combattimento con due armi, di cui una è il pugnale. I traduttori hanno preferito rendere il termine come “esploratore”, scelta apprezzabile ma infelice, poiché introduce un altro elemento di distanza con il gioco di ruolo, in una serie che fin troppo volentieri rinnega il proprio nome. Kelson Darktreader è un cacciatore al servizio dei duchi di Daggerford, esperto battitore delle piste nei boschi. Egli è anche un mezzosangue, di padre elfico e madre umana, inserito nel consueto background proposto da AD&D: il disadattato, emarginato da entrambi i popoli cui è legato. Il padre Filvendor lo ha abbandonato da molti anni e la società chiusa degli elfi lo ha sempre rifiutato, così il mezzelfo ha ripiegato sugli umani, dei quali disprezza superbamente la mediocrità. L’avventura inizia con il fallimento di una missione, causato proprio dall’atteggiamento di superiorità tenuto dall’esploratore. Un demone del castello di Dragonspear attira Kelson e la sua pattuglia in una trappola mortale, quindi si reca a Daggerford per preparare il terreno all’invasione degli orchetti di Jagurt Artiglio Rosso. Ovviamente Kelson si salva, grazie all’intervento di un barbaro Girondi che aveva conosciuto anni fa: Braggi Ascia Veloce. Forte di questo nuovo alleato, il protagonista può riprendere l’esplorazione da dove è stata interrotta, oppure scegliere di tornare a Daggerford e sventare il piano del demone Blackeye. Si nota subito la presenza di almeno due strade per affrontare l’avventura; in realtà ce ne sono tre, più una serie di espedienti che permettono di reindirizzare il percorso. Altrettanto rapidamente emerge un’altra caratteristica, per nulla sorprendente nel contesto della serie: il fatto che i dadi precludano non solo il successo nelle azioni, ma anche l’accesso ad alcune sezioni del libro. Ad esempio è assai difficile raggiungere il castello di Dragonspear e farsi aiutare da Pwyll, il figlio del duca; d’altro canto ci sono luoghi verso i quali puntano molteplici strade, come il villaggio dei Belcondi. Il personaggio parrebbe ben caratterizzato con ben cinque Caratteristiche : Combattività , Tiro con l’Arco , Percezione , Condizione Fisica ed Agilità , tutte dotate di un certo punteggio base diverso, cui vanno aggiunti 10 punti con l’obbligo di almeno 1 ciascuna (solita presa in giro). Quando si comincia a gettare i dadi, appare evidente un errore di bilanciamento madornale: i punteggi richiesti danno per scontato che le Caratteristiche abbiano tutte un valore omogeneo, tra l’altro molto alto. Le più basse si trovano ad essere enormemente penalizzate, su tutte la Combattività : con un punteggio base di 10, 11 a dir tanto, sono necessari 20-21 punti per avere successo. Ormai si è consapevoli di cosa accade in Advanced Dungeons & Dragons quando si fallisce un controllo, perciò occorre utilizzare a piene mani i punti di Esperienza e pregare che bastino. Steve Perrin offre una qualità letteraria adeguata all’alto standard della collana, tuttavia non riesce ad appassionare. Più che il testo è l’atmosfera che non convince, troppo avara di segni distintivi per essere un setting ufficiale del gioco di ruolo. Spero proprio che Forgotten Realms non si riduca a paludi n…

La Stirpe di Dragonspear