La Zona Omega — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 14 febbraio 2008 · 10/10
Titolo originale : The Omega Zone Autore : Joe Dever Anno : 1989 Illustrazioni : Brian Williams Traduzione italiana : Laura Pelaschiar Mc Court (1990) La Zona Omega rappresenta il climax della serie Guerrieri della Strada e a mio parere è l’apice della carriera di Joe Dever come scrittore di librogame. Nessun numero di Lupo Solitario possiede il ritmo, la forza espressiva e la capacità di emozionare che contraddistinguono il terzo episodio di Guerrieri della Strada . Dopo essere sopravvissuto all’agguato di Slaughter Mountain, il sempre più numeroso convoglio di fuggiaschi ha trovato asilo ad El Paso, dove i soldati della L.D.M. hanno eretto Fort Bliss, una piccola roccaforte adatta a respingere gli attacchi dei banditi. Mad Dog Michigan può contare su una folta schiera di alleati ed è animato da un intento chiaro e semplice: radere al suolo Fort Bliss e sterminare gli occupanti. La minaccia assume tratti assai concreti con l’arrivo di quattro camion di esplosivo ad alto potenziale, sufficiente ad annientare ogni resistenza. C’è una sola via di salvezza: distruggere il micidiale carico per consentire l’evacuazione di Fort Bliss. Un manipolo di coraggiosi si offre volontario per la pericolosa missione: naturalmente nel gruppo è presente Mark Phoenix, mentre gli altri sono il capitano Frankland, il sergente Haskell e il marine Knott, gli ultimi due già comparsi in Agguato in Montagna . Il libro approfondisce e rinsalda il rapporto con i tre compagni, finché il lettore giunge a provare non solo fiducia ma autentica simpatia per questi personaggi generati dalla fantasia di Dever. La fuga da El Paso imbocca un percorso alternativo rispetto al resto dei sopravvissuti, lungo il quale ci sono molteplici occasioni per saggiare la lealtà dei compagni e la forza della squadra. A questo punto avviene l’inimmaginabile. Mad Dog Michigan si è stancato e ha sguinzagliato sulle tracce del quartetto Helmut Varken, infallibile killer della C.A.O.S. Uno alla volta i compagni soccombono sotto i colpi dello spietato assassino, in un’atmosfera carica di angoscia e tensione. Il culmine si raggiunge durante la fuga nella foresta (la “Zona Omega” del titolo), una piccola oasi risparmiata dalle radiazioni: qui uno sparuto gruppo di superstiti vive in un isolamento volontario ed ostinato. Non c’è posto per chi cerca rifugio... Si fa fatica a trovare un aspetto scarsamente sviluppato in questo librogame. Tutto pare curato nei minimi dettagli e sapientemente organizzato, quasi che il resto della serie fosse un pretesto per introdurre i fantastici eventi raccontati ne La Zona Omega . Le illustrazioni sono eccellenti, la difficoltà ben calibrata, lo stile accattivante ed ispirato. Il duello a tu per tu con Varken è situato nelle rovine di Tombstone, con ovvie quanto appropriate allusioni alla celeberrima sfida all’OK Corral, evento cardine della storia del Far West. Solo che qui non si ha davanti i Clanton e i MacLowery, ma un sicario che ha fatto fuori i compagni di Mark, ben nascosto dietro il mirino di un fucile di precisione. Meglio dunque mettere da parte l’incoscienza di Wyatt Earp e Doc Holliday, perché si sta giocando ad un librogame di Guerrieri della Strada . La possibilità di percorrere strade alternative è quasi assente, poiché l’autore indirizza la storia in maniera rigida, tuttavia ci sono molte opzioni all’interno di ciascuna scena, ciascuna corrispondente a precise strategie d’azione. L’interattività si attesta quindi su buoni livelli, mentre la difficoltà scopre un nuovo e corretto equilibrio. Finalmente Joe Dever ha raggiunto la completa padronanza del sistema di gioco da lui creato (non è scontato riuscirci fin da subito) ed a questo risultato aggiunge una storia appassionante, narrata con piglio raffinato e convincente. Il giudizio non può che essere totalmente positivo! Ambientazione : 9 Stile di scrittura : 10 Bilanciamento : 9 Interattività : 9 Aspetto grafico : 9 Voto complessivo : 10 Difficoltà : media