L'Alba dei Dragoni — recensione di EGO

EGO · 12 ottobre 2008 · 9/10

Mentre Lupo Solitario combatteva la sua battaglia più disperata a Ixia, Naar approfittava della sua assenza per inviare un esercito di Lavas all’attacco del Monastero Ramas. Ora il Nuovo Ordine è sotto assedio, mentre il suo Grande Maestro è distante duemila miglia da Sommerlund. Egli può solo fare ritorno quanto più velocemente gli è possibile, e sperare di non giungere troppo tardi… Prima osservazione: ammazza quant’è lungo! Non credo che prima di questo volume ci sia stato un episodio di Lupo Solitario così longevo. Seconda osservazione: ma che bello! Il viaggio è probabilmente il tema preferito di Joe Dever, e al suo Signore Ramas ne ha fatti fare tanti, ma mai nessuno così entusiasmante e completo come questo. Facendoci partire da Lencia, Dever coglie l’occasione per chiudere le avventure di Lupo Solitario nel Magnamund con una sorta di riepilogo finale, rivisitando a ritroso buona parte dei territori battuti a partire dal sesto volume. Il lettore di vecchia data ha la possibilità di fare innumerevoli tuffi nella memoria, incontrando di nuovo vecchi amici e alleati che saranno dalla sua parte in questa lunga cavalcata, fino all’onnipresente Gwynian il saggio che qui fa le veci di Gandalf, donandoci l’oggetto decisivo della missione e in più un cavallo che ha tutte le qualità di Ombromanto. In questo colossale revival c’è anche spazio per un vecchio nemico, l’ultimo che ancora poteva restare in sospeso dalla serie Ramastan, e lo affronteremo nella città che un tempo il suo odio ci precludeva. Sono tutte tappe obbligate, ma succedono così tante e tali cose che questo viaggio a senso unico non pesa per niente, anzi regala sorprese ed emozioni a non finire. Agguati, fughe, duelli, ricerche: non c’è mai un attimo di tregua, e il gioco non si risparmia nessuna soddisfazione. Tutte le Arti vengono impiegate a dovere, e finalmente permettono di superare i tiri della Tabella del Destino con sufficienti punti bonus da non rischiare una morte ingiusta e improvvisa; la Spada del Sole, poi, si riprende in modo definitivo le luci della ribalta costituendo un bonus quasi esagerato, così come era stata originariamente concepita. Non c’è dubbio che l’avventura voglia essere un premio a chi ha seguito le imprese del Grande Maestro dagli esordi fino a qui, un gran finale “morale” che anticipa quello vero della bilogia dei volumi 19-20. E come se non bastasse, finalmente riusciamo a rivedere anche un vero bivio, una biforcazione dei sentieri da cui possiamo accedere a due spezzoni di storia completamente diversi, uno più breve ma anche intenso, e uno più lungo e narrativamente significativo; entrambi valgono la pena, e l’unico dubbio che ho a riguardo è come diavolo abbiano fatto a starci, visto che il libro sembra già avere ben più dei suoi 350 paragrafi. Come ciliegina sulla torta abbiamo una difficoltà non indifferente anche per il personaggio più nerboruto, a causa di un continuo, lento, inesorabile stillicidio di punti di Resistenza e anche a causa di una battaglia finale che forse avrebbe meritato qualcosa di più nella descrizione, ma di certo non nella potenza del nemico. Non c’è nessun mistero dietro al vasto apprezzamento ottenuto da L’alba dei dragoni presso i fan di Lupo Solitario ; è sicuramente la migliore avventura del ciclo di Grande Maestro, non ha un solo tassello al posto sbagliato. In realtà è talmente ben realizzato, e talmente definitivo per svolgimento e chiusura, che avrebbe potuto costituire senza problemi il finale della saga; invece c’è ancora qualcosa da raccontare, ma dopo L’alba dei dragoni qualsiasi aggiunta sembra un tantino posticcia. Di tutti i romanzi-game della serie Grande Maestro Ramas, nessuno è completo e ispirato come questo. ERRATA CORRIGE 118 : il Sigillo d’Argento è un Oggetto Speciale. 210 : da quando i punti di Resistenza si chiamano “punti di vita”? 234 : è stato copiato erroneamente un pezzo del 259 (dove diamo un oggetto al posto delle Corone). - Una ‘skyship’ non è una ‘navicella spaziale’… v…

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