L'Altare del Sacrificio — recensione di Vassagonia_Dreaming
Vassagonia_Dreaming · 3 dicembre 2006 · 8/10
Dopo l'ambientazione polare del LG precedente, Joe Dever decide di portarci a visitare per la prima volta luoghi dal clima decisamente più mite: le Terre Desolate, nel torrido sud di Sommerlund. Tema principale della quest è il tentativo di riportare in vita l'arcisignore dell tenebre Vashna e relativo esercito di non morti da parte del tiranno Bakkarshan. Come tutti voi saprete, non sarà certo l'unico tentatio che verrà fatto lungo tutta la saga di Lupo Solitario. Francamente sono arrivato a sperare che qualcuno prima o poi ce la faccia (magari nel 32 volume, perchè no), ho proprio voglia di farlo fuori e di toglierlo di torno una volta per tutte... . Ma lasciamo da parte il superomismo e torniamo al libro. La mia impressione è che questo volume, a fianco degli altri 4 che costituiscono il primo "nucleo" di avventure, rischi di passare in secondo piano, vuoi per l'eccessiva attinenza con l'ambientazione del successivo, vuoi perchè forse manca quello spunto di unicità che caratterizza gli altri (il primo, beh, è il primo!; nel secondo c'è la Spada Del Sole; il terzo ha un'ambientazione pressochè unica; e il quinto presenta una struttura del tutto innovativa che vedremo poi nella prossima review), ma la tsoria è talmente ben scritta e appassionante che questo "deficit" (o presunto tale) non ne può discriminare la qualità. Abbiamo addirittura la prima scena di battaglia vera e propria dove dobbiamo prendere parte in prima persona nelle file di un esercito, tema che verrà ripreso con grande successo in parecchi LG successivi. Trovo che Joe Dever sia veramente abile nel rendere l'epicità di un campo di battaglia fantasy/immaginario, e probabilmente chi ha visto le foto dei suoi diorami (diorama?) sul Magnamund Companion sarà probabilmente d'accordo con me. Tornando a quanto dicevo prima, in effetti in questo libro non manca la super-arma magica: il mitico Pugnale di Vashna (utilissimo contro il maledetto sultano Kimah), che compare in tutto il suo malevolo splendore in uno dei disegni "infraparagrafo" di Gary Chalk. Purtroppo lo si trova solo alla fine, dove il "boss" finale (scusate il termine da videogame) non è poi tutto questo granchè e non è certo a livello della terribile fama che lo precede per tutto il libro, un po' come Haakon. Va detto che purtroppo il buon Joe esagererà un po' dalla parte opposta con i "cattivoni" successivi... E' molto più difficile evitare il "trappolone" teso verso la fine, che far fuori Bakkarshan stesso (un po' come accade con il Dakomyd nel 6). Ah, un'ultima cosa, avete notato che dopo i primi LG è praticamente scomparso lo Gnadurn, quel veleno incolore identificabile solamente se si è in possesso di una particolare arte (caccia o guarigione, non ricordo) che costituiva un pericolo nelle prime avventure?