L'Altare del Sacrificio — recensione di NormanBates
NormanBates · 21 dicembre 2006 · 8/10
La quarta avventura di Lupo Solitario inizia con un mistero da risolvere: la scomparsa di una carovana carica d’oro e di pietre preziose proveniente da Randong e della compagnia di cavalleggeri della Guardia Reale inviata a cercarne le tracce. Ben presto, però, scopriremo che un grande pericolo aleggia su tutto il Magnamund. Una profezia annuncia la resurrezione del Signore delle Tenebre Vashna se un orrendo sacrificio verrà compiuto. Trama sicuramente accattivante quella dell’ Altare del Sacrificio che ci trascina attraverso l’arido e brullo territorio delle Terre Desolate dopo il clima polare del libro precedente. Peccato però che forse ci sia troppa carne al fuoco e molte parti della storia che avrebbero meritato uno sviluppo migliore o più ampio risultano sacrificate: il viaggio verso Randong dura poco e la parte conclusiva fino al duello finale è un po’ stringata. L’avventura avrebbe forse potuta essere scissa in 2 parti con l’aumento del numero dei paragrafi (come accade nel numero successivo) o addirittura durare per due libri consecutivi. I combattimenti in cui ci dovremo disimpegnare sono molteplici anche se non molto impegnativi, a parte quello finale che, se non possedete la Spada del Sole, potrebbe crearvi qualche complicazione. La Spada è pure decisiva nell’evitarvi una trappola fatale all’interno delle Rovine di Maaken, per cui fate molta attenzione a cosa scegliete se non possedete quest’ Oggetto Speciale. Rimanendo sul discorso bellico, nota di merito per la splendida parte dell’assedio dei Vassaki alle fortificazione di Randong. Dever è un maestro nel ricreare le sensazioni della battaglia e a descrivere con concisione e precisione le diverse azioni di guerrieri, soldati e comprimari. Considerate le premesse, se ci fosse stato maggior spazio per sviluppare al meglio delle possibilità quest’avventura, ci ritroveremmo in presenza di un librogame eccellente; risultato è comunque più che buono, ma si ha la sensazione che la storia scivoli via troppo in fretta. Il Pugnale di Vashna, altra potentissima (oltre che importantissima) arma, ripaga però alla grande tutte le aspettative. Molto suggestiva, infine, la profezia più volte riecheggiata nel corso della storia: “Quando ben alta splenderà la luna sulle rovine del profondo tempio si compirà un orrendo sacrificio. E se a morir sarà una principessa risorgeranno dall’abisso i morti che attendono da molto ormai vendetta.”