L'Altare del Sacrificio — recensione di AleXXX
AleXXX · 16 febbraio 2011 · 7/10
L' altare del sacrificio.. dal titolo di un libro si dovrebbe desumere un' idea centrale dalla quale solitamente l' avventura si dipana o perlomeno si crea un' aspettativa nel lettore di cosa potrebbe accadere nel proseguo dell'avventura. Pensandoci bene l' altare del sacrificio è costituito da una ventina di paragrafi, poco più.. di 350! Com' è possibile? Cominciamo per gradi.. Joe Dever, dopo averci deliziato con il terzo capolavoro ( ehm.. capitolo) di Lupo Solitario inserito in un background innevato a dir poco delizioso, stavolta ci spedisce nelle terre desolate, obiettivo ritrovare le tracce di una compagnia di cavalleggeri scomparsa. Il libro però presenta troppa carne al fuoco per i soli 350 paragrafi e la forte sensazione si riscontra confrontando questo quarto capitolo con i precedenti 3: meno libertà di scelta, percorso molto più lineare, alcuni argomenti trattati velocemente ( come il cammino da Holmgard a Randong poco curato, o la parte finale del sacrificio) e la presenza di soldati di scorta che magicamente spariscono a metà avventura.. Non tutto è da disprezzare, però: la pergamena che recita la profezia nella parte iniziale, ripresa nella seconda metà del percorso, è una bella trovata e sinceramente molto apprezzabile, così come la battaglia nella metà del libro è stata trattata in modo magistrale; l' intensità della narrazione è su buoni livelli, per lo meno rispetto ai librogame delle altre serie. I combattimenti presentano il solito problema: se si è in possesso della Spada del Sole sono anche troppo facili, se non la si ha è dura ( per colmare la facilità sono pronte due belle bastardate di cui un trappolone finale gratuito e letale); osservazione personale ma credo condivisibile è la mossa di marketing che si incomincia a intravedere in Joe Dever a favore dei libri precedenti: L' altare del sacrificio è innegabilmente più facile se si possiede la già citata spada, ma anche se si possiedono gradi quali aspirante, guardiano, tutore ( ergo si è comprato e letto i libri precedenti!). In definitiva un libro che poteva essere realizzato con più calma e che probabilmente meritava di essere approfondito o addirittura diviso per le molteplici tematiche trattate in due libri separati, magari meno ispirato degli altri ma comunque apprezzabile. Ambientazione 7,5 Interattività 7 Difficoltà 6 (con la Spada del Sole), 8,5 (senza Spada del Sole) Fortuna richiesta 6,5 Narrazione 7,5 Immedesimazione 8 Voto finale: 7