Le Fiamme dell'Inquisizione — recensione di EGO
EGO · 7 giugno 2008 · 8/10
LE FIAMME DELL’INQUISIZIONE Che Marc Kornblatt abbia una qualche ossessione per le persecuzioni ai danni degli ebrei mi pare assodato: non solo è coautore di Missione a Varsavia , ma questo suo secondo e ultimo Time Machine è dedicato alla sanguinosa storia dell’Inquisizione spagnola, e la parte preponderante del racconto verte proprio sul destino dei giudei in quel frangente. Più in generale, tutto il volume ha a che fare con morte, pestilenze, decadenza e soprusi vari, anche quando il tribunale del Sant’Uffizio non è direttamente coinvolto. In questo clima allegro e solare il nostro compito è quello di capire come mai Isabella di Castiglia, sovrana di Spagna amata come nessun’altra e donna assolutamente contraria alla guerra e alla violenza, abbia potuto permettere che Tomás de Torquemada desse vita ad un’istituzione che fece migliaia di vittime, spesso innocenti. Come trama, questo è uno dei Time Machine più avvincenti e ben realizzati: un vero e proprio giallo, romanzato ai livelli di Alla ricerca di Re Artù ma molto più coinvolgente e intricato, intriso di momenti di pura suspense. La successione degli eventi è organizzata in modo egregio e non perde un colpo fino al malinconico finale, crepuscolare quanto l’intera avventura. Di pari passo si svolge la funzione didattica del libro, generosa di nozioni storiche e culturali poco note (chi sa in che anno è caduta l’Inquisizione?); il modo in cui la fantasia viene usata per veicolare la realtà storica, e non solo delle teorie, è forse il migliore che si sia visto in tutta la serie. Il libro ha dei difetti di rilievo, che si possono individuare ed elencare velocemente. Primo, il distacco dell’autore dall’argomento non è completo come dovrebbe essere: spesso Kornblatt dà voce alla propria opinione attraverso i pensieri del protagonista, e benché ciò sia comprensibile, si rimpiange la lucidità di Missione a Varsavia . Secondo, alcune delle strade “sbagliate” mi sembrano un po’ forzate: spesso vengono raggiunte in situazioni di emergenza, però dei salti nel tempo così tanto a casaccio non li avevo ancora visti, e le circostanze in cui ci gettano riescono sì a mantenere una connessione con la quest principale, ma un po’ pretestuosa (mi viene in mente la Salem del 1692). Terzo, una scelta sbagliata implica deviazioni assurdamente tortuose, lunghe e capaci di rigettarti indietro di un numero di tappe eccessivo (ci sono ben due occasioni di essere rispediti a pagina 1). Quarto, e più importante, anche questo volume è affetto dal tremendo bug degli oggetti: vengono chiamati in causa tutti e tre, ma uno di essi è irrinunciabile, pena lo stallo in un loop da cui non c’è altra uscita. E’ la terza volta che succede, e direi che a questo punto è lecito chiedersi come mai l’idea degli oggetti sia stata così entusiasticamente accolta dagli autori se questo doveva essere il risultato. Arrivati al decimo volume, comunque, direi che questi problemi di Time Machine dovrebbero essere assimilati, e il lettore in grado di conviverci in modo da non farsene influenzare. Una punta di fastidio mi viene ancora dalla pagina dei suggerimenti, che con i suoi motti e proverbi fa la splendida ma non è del tutto onesta, dando anche qualche informazione che doveva stare di diritto nella Banca Dati. Ad ogni modo non me la sento di penalizzare troppo il risultato finale, perché tra i Time Machine Le fiamme dell’Inquisizione è un episodio splendido, bello da leggere e da guardare (fantastica copertina!), molto informativo e decisamente completo. Piccolo PS: il lapsus di traduzione a pagina 12, che fa un paragone con “le ostriche che tengono la testa sotto la sabbia”, è uno dei più comici che si siano mai visti in un librogame. Inoltre, prima di leggere questo libro non avrei mai pensato che l’esatta onomatopea per rappresentare il rumore di persone che capitombolano sulle scale fosse Bim! Bum!