Le Ombre di Nordmaar — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 9 marzo 2008 · 6/10

Titolo originale : Shadow over Nordmaar Autore : Dezra Despain Anno : 1987 Illustrazioni : Mark Nelson Copertina : Clyde Caldwell Traduzione italiana : Costanza Galbardi e Fabio Accurso (1993) Le Ombre di Nordmaar ha le caratteristiche per essere una proposta unica ed indimenticabile. Un giovane uomo ha perso completamente la memoria in seguito alle ferite riportate; è abbastanza sicuro di chiamarsi Jonn ma non ricorda né chi è, né come è giunto nei pressi delle Grandi Paludi di Nordmaar, né tantomeno da dove provengono l’anello, la piuma e le erbe magiche che ha in tasca. Per fortuna il poveretto è soccorso dalla sacerdotessa Lorina, in viaggio per informare il sovrano di North Keep dell’avvenuta invasione di Valkinord, il regno confinante con Nordmaar. Nonostante la Regina delle Tenebre sia stata sconfitta venticinque anni or sono, le armate dei Signori dei Draghi seminano ancora morte e distruzione su Krynn. L’avventura consiste nel ricostruire l’identità di Jonn, ripercorrendone i passi a ritroso verso luoghi già visti e personaggi familiari che possono risvegliare i ricordi latenti. A seconda dell’esito di un lancio di dadi, si apre al lettore uno dei due percorsi disponibili, due storie completamente separate che rispondono in modo completamente diverso ai quesiti che il protagonista si pone. Non mi è molto chiaro il sistema con cui è stato concepito il bivio iniziale; c’è l’impressione che si sia voluto discriminare in base alle Caratteristiche assegnate, ma in realtà è il caso a decretare il destino di Jonn. Il personaggio possiede solo 10 punti da suddividere in cinque Caratteristiche : Intelligenza , Astuzia , Percezione , Combattività ed Agilità . Come d’abitudine c’è una clausola: occorre assegnare 3 punti o ad Intelligenza o ad Agilità (secondo me dovrebbe essere Astuzia , per facilitare uno dei due percorsi), mentre con le restanti si può fare come si vuole, anche lasciarle a zero. Scelta assolutamente sconsigliabile, visto che le Caratteristiche sono tutte chiamate in causa nell’avventura e che spesso un fallimento significa la morte. L’equilibrio in questo librogame non esiste: i controlli sono numerosissimi e in molti casi, pure troppi, ci si gioca l’avventura. Non sempre la partita termina bruscamente; a volte un malaugurato colpo di sfortuna nega uno degli indispensabili Punti Memoria , senza per questo bloccare il corso degli eventi. Ad un passo dal finale si traggono le conclusioni e, qualora Jonn non si sia ripreso abbastanza dalle sue amnesie, è destinato a fallire nel peggiore dei modi. Purtroppo soddisfare i requisiti è assolutamente impossibile, perché un percorso richiede 4 punti su 5 disponibili, l’altro pretende addirittura l’enplein. È una pia illusione quella di azzeccare tutti i tiri decisivi, con l’aleatorio supporto degli 8 punti di Esperienza (o Istinto , come il regolamento precisa con comica enfasi). Oltre a godere dell’ambientazione di Dragonlance , in verità non molto sfruttata dalle trame, Le Ombre di Nordmaar si configura come un testo di buon valore letterario, strettamente imparentato con un romanzo. Le due trame indipendenti sono in pratica dei racconti brevi e come tali sono vissuti dal giocatore. Non c’è modo di influire sugli eventi, interamente decisi dai dadi. Le scelte realmente gestibili si contano sulle dita di una mano ed equivalgono a saltare pezzi di avventura, eventualità sconfortante data l’importanza dei Punti Memoria . Ciononostante si potrebbe soprassedere sulla linearità del percorso, se non ci fossero quei maledetti dadi a rendere amara l’esperienza. Dello stile di scrittura di Dezra Despain non si può certo dir male, tuttavia la notevole lunghezza dei paragrafi rischia di stancare. Io non sono certo uno che legge narrativa spicciola, eppure non sono rimasto piacevolmente sorpreso da tanto dettaglio nelle descrizioni di luoghi, pensieri e sentimenti, forse perché non mi sono parsi poi così stimolanti. Mark Nelson inanella un’altra buona serie di tavole, confermando…

Le Ombre di Nordmaar