Le Segrete di Torgar — recensione di BenKenobi
BenKenobi · 28 settembre 2007 · 9/10
La vittoria ottenuta nell'ultimo libro ha dato inizio alla riscossa da parte degli eserciti delle Terre Libere. L'Arcisignore delle Tenebre Gnaag ha ritrovato le tre Pietre della Sapienza mancanti, ed è giunta notizia che le conservi nella fortezza di Torgar, in cerca di un modo per distruggerle. Per Lupo Solitario è un'imperdibile occasione per completare l'affannosa ricerca del Ramastan: partendo da Eru dovrà raggiungere Torgar ed infiltrarsi al suo interno, in una delle più emozionanti avventure di questa serie ! Un Joe Dever molto ispirato e ricco di idee sceglie una soluzione inedita per rendere unico questo libro. La maggior parte dell'avventura consiste nell'arrivare a Torgar, e saranno disponibili ben 3 percorsi differenti. La prima biforcazione ci chiede di scegliere se partecipare alla grande battaglia campale di Cetza, o se cercare l'aiuto dei partigiani di Eru per un percorso differente verso la nostra destinazione. Se optiamo per la seconda scelta, scopriremo che trovare il partigiano Sebb Jarel sarà difficile: in caso di successo questi ci accompagnerà attraverso la Palude Infernale, altrimenti dovremo percorrere una terza via del tutto imprevista, passando per l'Isola degli Spettri. Questa struttura assicura una grande rigiocabilità al libro, forte del fatto che tutti e tre i percorsi sono interessantissimi, molto belli da leggere e giocare. La difficoltà è abbastanza alta, ma dipende molto dal cammino che scegliamo, e grazie a tale meccanismo il librogame non è proibitivo per nessun tipo di giocatore. Questo volume è uno dei migliori concepiti dall'autore sotto l'aspetto narrativo. La battaglia di Cetza è unica in tutta la saga di Lupo Solitario, creata con una cura del dettaglio che la rende davvero entusiasmante ! Non è il classico tipo di battaglia in cui dobbiamo difendere la fortezza dall'assalto dei nemici fino all'arrivo dei rinforzi. Si tratta invece di uno scontro in campo aperto, dove godiamo del vantaggio numerico ma siamo noi a doverci lanciare all'attacco, con tutti gli svantaggi che ciò comporta. Studiare la mappa con la posizione delle truppe, scegliere le mosse da effettuare per cambiare in meglio il corso della battaglia, compiere gesta epiche: tutto ciò regala un grado di coinvolgimento molto alto, dando un'impressione di libertà maggiore di quella che poi in realtà abbiamo (le vie alternative non sono così numerose). Anche gli altri 2 percorsi per raggiungere Torgar sono avvincenti: dovremo stare attenti alle insidie che potrebbero impedirci di trovare Sebb Jarel, che sa nascondersi bene ed è molto diffidente. Sull'Isola degli Spettri scopriremo un luogo di culto dei druidi Ceneresi ed apparirà per la prima volta il demoniaco sciacallo Tagazin, nemico di tutto rispetto (soprattutto per coloro che possiedono la Spada del Sole, secondo il solito meccanismo col quale Dever tenta di aumentare la difficoltà dell'avventura per i giocatori più esperti). La Palude Infernale è forse il percorso meno riuscito, anche se comunque bello da leggere e da giocare. Non dimentichiamo inoltre che al termine dei tre percorsi c'è la parte finale del libro, un cammino lineare ma non privo di eventi memorabili, come l'assalto al cancello di Torgar ed il magistrale colpo di scena finale che non voglio anticiparvi ! La galleria di personaggi è molto ricca, tra vecchie conoscenze destinate a scomparire e nuove conoscenze che vedremo anche in futuro: ritroviamo il Vakeros Paido ed il Cenerese Roark; incontriamo il capitano di Lencia Prarg, il partigiano Sebb Jarel, e Lord Adamas di Talestria; ci scontriamo con Tagazin, e non dico cosa accade alla fine ! Questo librogame merita un 9 pieno. Rappresenta la quintessenza della ricerca del Ramastan: gli manca poco per arrivare a 10. Merita di comparire in una "top ten" ideale dei libri di Lupo Solitario.