Le Spire dell'Odio — recensione di =Dr.Scherzo=

=Dr.Scherzo= · 21 giugno 2007 · 4/10

Titolo originale: "Virtual Reality Adventure - The Coils of Hate" Autori: Morris - Smith Anno: 1993 Illustrazioni: Terry Oakes (illustrazioni), Leo Hartas (mappa) Traduzione italiana: Mariangela Bruna (1994) ************************************************** Ambientazione: 5 Godorno, una decadente pseudo-Venezia del '500, grigia, triste ed amorfa, con tracce di contaminazioni fantasy (soprattutto per quanto riguarda i mostri incontrati). Godorno è governata da un maligno Tiranno senza nome, che sfrutta la popolazione ed è responsabile di efferati crimini contro la gente del protagonista, i Judain. Nel frattempo, un gigantesco mostro bavoso, Hate, inizia a muoversi tra i canali ed i sotterranei della città, inglobando e risucchiando in sé gli spauriti cittadini, fino a divenire un pericolo per la città stessa. Il giocatore veste i panni di un ardimentoso Judain, il cui scopo è, per dirla in parole povere, risolvere i guai che affliggono la città (in generale) e il suo popolo (in particolare). Insomma, l'idea non è nulla di che, ed il tutto viene reso in modo limitato e noioso, senza particolari spunti né originalità. Con l'enorme aggravante descritta nel Nota Bene a piè pagina. Stile di scrittura: 6,5 Discreto. Scade un po' in alcune situazioni, come se gli autori non avessero avuto il tempo (o la voglia) di pensare a qualcosa di meglio. Bilanciamento: 4 Quale bilanciamento? Ne "Le Spire dell'Odio" non esiste nulla di simile. Un sacco di morti assurde, di odiosi circoli viziosi, di imprecisioni temporali e di sviste narrative, questo sì. Il libro è pieno di domande simili a questa: "Hai questa Caratteristica? Se sì, prosegui al 10. Se no, hai quest'altra Caratteristica? Se sì, vai al 20. Non hai ne questa né quella Caratteristica, ma hai questa Parola d'Ordine? Allora vai al 25. Non hai neanche quella Parola d'Ordine? Vai al 30". Salvo scoprire che, solitamente, proseguendo al 10 non si risolve niente, che proseguendo al 20 si entra in un loop narrativo che ti costringe a rifare le stesse cose più volte, che al 25 si viene colpiti da una qualche penalità e che al 30 si muore istantaneamente. Ecco, le morti istantanee. Sono un vero flagello, ce ne sono a dozzine, ed accadono nei modi e nei momenti più impensabili, sovente al termine di subdoli labirinti narrativi che non portano da nessuna parte. La quantità di morti in cui si può incappare se non si ha la Caratteristica adatta (e spesso, fidatevi, non ce l'avete) è impressionante: si muore in una latrina fuggendo dalle guardie, si muore coricandosi per dormire, si muore litigando in una taverna di ladri, si muore avvelenati da un oste, si muore nelle prigioni del Tiranno, si muore annegando nel Canal Grande, si muore uccisi da quattro guerrieri di giada, si muore sepolti dal crollo di un palazzo, si muore schiacciati dal peso di un ragno gigante, si muore se si ha la Parola d'Ordine sbagliata al momento sbagliato (cioè il 90% dei casi), si muore assorbiti dal mostro Hate. Si può morire anche di noia, se non si sta attenti, poiché la metà del tempo il protagonista la passa a nascondersi, oppure a fuggire, imprigionato com'è in monotoni binari narrativi già stabiliti. Non si può fare altro, perché gli autori hanno deciso così. Si va avanti ed indietro, come dei pupazzi, tentando d'organizzare la resistenza Judain, fallendo miseramente e tornando al punto iniziale, e tentando di scoprire il mistero che circonda Hate. Qui si sfiora il ridicolo, poiché si nota quanto l'editing sia stato approssimativo: vi sono una serie di passaggi obbligati, ad esempio, che portano nei sotterranei del palazzo del Tiranno, ed in cui si incappa nei poderosi Guerrieri di Giada. Dopo averli incontrati una volta, si scopre che sono stati fatti a pezzi da Hate. Beh, dopo la loro distruzione, può capitare di tornare ANCORA dai Guerrieri di Giada, e di trovarli intatti. Anche se sono stati polverizzati da Hate la notte precedente. Ahahah. Assurdo. Sempre parlando di editing, lo scorrere del tempo è quanto…

Le Spire dell'Odio