Le Stelle Scomparse — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 23 gennaio 2007 · 6/10
Titolo originale : The Exploding Suns Autore : Christopher Black Anno : 1984 Illustrazioni : Maelo Cintron Traduzione italiana : Francesca Gregoratti (1988) La repentina sparizione di alcune stelle è l’arcano da svelare nell’ultimo episodio di Avventure Stellari . Assieme all’onnipresente Tor-2, si può scegliere di recarsi nel settore X-7793A e studiare lo strano fenomeno, oppure di gettarsi a capofitto in mezzo al disastro cosmico, a bordo della navicella spaziale Guerriero . Ormai si è inteso che ciascuna strada offre una diversa spiegazione per lo stesso mistero. Ci si può così trovare a combattere contro uno smisurato verme solare, oppure a sventare i piani di alcune razze aliene avide di energia stellare, siano essi i Vend, i Sauriani oppure una misteriosa entità chiamata l’Alveare. Assai slegata dalle altre è la sottotrama del capitano Bront e della sua astronave fantasma, una simpatica commistione tra sci-fi, maledizioni marinare e Moby Dick di Melville. Le varie soluzioni sono abbastanza interessanti a livello narrativo, peccato che Avventure Stellari sia una serie priva di raziocinio nel determinare gli esiti e preferisca sorprendere il lettore con conseguenze inaspettate, impossibili da presagire quando si imbocca l’uscita di un paragrafo. Da sottolineare la possibilità di giungere al finale “migliore” attraverso più strade, il che compensa un po’ l’arbitrarietà con cui Christopher Black valuta la prestazione del lettore. D’altro canto, diventa possibile raggiungere la stessa morte da punti diversi e sono perfino presenti dei vicoli ciechi, con due scelte entrambe mortali. Le Stelle Scomparse si distingue per una marcia in più riguardo all’umorismo, che va scoperto esplorando ogni percorso disponibile. Il guaio è che spesso le scene migliori compaiono nei finali meno premiati dal punteggio, o addirittura in punto di morte. Un librogame nella media della serie, che non si distingue per profondità ed equilibrio. Rilevo anche qualche carenza nelle illustrazioni, perché ci sono alcune scene estremamente difficili da visualizzare che non sono raffigurate. La qualità è buona, ma stavolta Maelo Cintron ha preferito inserire disegni di maniera, invece che dare forma alle fantasie più strane dell’autore. Ambientazione : 6 Stile di scrittura : 7 Bilanciamento : 4 Interattività : 5 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 6 Difficoltà : bassa