L'Erede Scomparso — recensione di kingfede1985
kingfede1985 · 4 maggio 2007 · 5/10
TITOLO: l’Erede Scomparso TITOLO ORIGINALE: The Lost Heir AUTORE: Gerald Lientz ANNO: 1988 In questa ottava puntata della serie “Sherlock Holmes” ci troviamo ad interpretare un cugino di Watson. Holmes e il dottore sono stati contattati da Sir Dexter Mannington, un ricco signore, che è convinto che il suo amico Mr Glenn bari sempre pur di vincere le frequenti partite a golf. Il mistero sembra tutt’altro che un rompicapo, e infati si rivela ben presto un semplice pretesto per “agganciare” il lettore e il celebre detective. Il signor Mannington, infatti, ha un problema ben più complicato da risolvere, cioè la questione della sua eredità. Non avendo figli, si è trovato a lungo in dubbio su come agire, ma ora la soluzione sembra essere possibile: è infatti venuto a conoscenza che suo nipote Robert, che credeva fosse morto in seguito ad un tragico incidente in mare molto tempo addietro, è in realtà miracolosamente scampato alla tragedia. Una volta venuto conosciuta la lieta notizia, Mannington ha subito pubblicato un annuncio per ritrovarlo, ma a casa sua si sono presentati ben dodici pretendenti, sette dei quali subito scartati. Ma chi fra gli altri cinque sarà il vero Robert Mannington, il legittimo erede? L’ambientazione e lo stile di scrittura dell’autore sono molto buoni, specialmente quando si esce dal percorso più semplice: la situazione più interessante e intrigante è infatti, a mio avviso, quella dell’assassino di uno dei pretendenti, fatto che però non avviene se il lettore compie determinate scelte e ha la dovuta dose di fortuna ai dadi. Anche in quest’ultima opera della serie, infatti, i difetti strutturali emergono in modo evidente fin da subito: la ricerca degli indizi è quasi totalmente affidata a tiri di dado, a volte anche in successione nel caso di indizi importanti. L’ovvia conclusione è che basta un po’ di sfortuna e, senza alcun particolare demerito, ci si trova non riuscire a terminare l’avventura con successo. L’indagine è lunga e complicata, richiede una buona dose di intelligenza del lettore, ma purtroppo anche una dose eccessiva di fortuna, cosa alquanto fastidiosa se si pensa che l’ambientazione poliziesca sarebbe l’ideale per escludere il più possibile la componente “sorte”. Un altro capitolo della lunga serie dei librogames che, nonostante le ottime premesse, si rivelano alla lettura e ad una certa analisi evidentemente mal riusciti. E stavolta, concedetemelo, è un vero peccato. Ambientazione: 7 Stile di scrittura: 8 Bilanciamento: 2 Interattività: 4 Grafica: 4 Voto complessivo: 5 Difficoltà: alta