L'Invasione degli Androidi — recensione di EGO

EGO · 25 maggio 2008 · 5/10

Briefing della missione: i contatti con i Mondi-frontiera ai margini della galassia si sono interrotti. Mentre veniamo istruiti sul da farsi, la base Nebula viene attaccata da un esercito di androidi. Scoprire origine e mire di tali androidi è quanto dovremo fare, scegliendo a caso uno tra la raffica di diversi piccoli percorsi che ci vengono offerti. Nessuno è troppo breve, peccato però che nessuno sia davvero interessante. Una simile quantità di filoni narrativi differenti, ognuno diretto verso la sua conclusione indipendente, impedisce di sviluppare una storia solida e intrigante, e i finali stessi sono insoddisfacenti. Le spiegazioni al mistero degli androidi hanno costretto Black a tali voli dell’immaginazione che è difficile dire se sia più giusto premiarne la creatività o denunciarne la follia; a pelle, io propendo per la seconda opzione. Gli androidi sono tutto e il contrario di tutto: sono giocattoli di un bambino gigantesco, sono pupazzi ingranditi da uno scienziato pazzo, sono attori nel film di un regista alieno, sono vere creature robotiche in ribellione contro gli umani, a seconda della decisione fatta ad ogni bivio. Talvolta poi non arriviamo nemmeno a scoprirlo davvero, e talaltra è arduo capire che cosa diavolo sia successo, per lo più perché il libro è stato tradotto con una parte del corpo che non sono le mani: lo si capisce fin dall’introduzione, dove Avventure Stellari viene rinominato più letteralmente “Sfida nello spazio”, ma l’esempio migliore è la scelta che porta a pagina 79, la quale tra l’altro contiene un finale che definire il migliore del libro (stando alla tabella dei punteggi) è un insulto. Il finale a pagina 28 è una scelta originale, che può piacere o meno; a me sta terribilmente antipatica, è un genere di “colpo di scena” che tendo a considerare una morte arbitraria e ingiusta, come del resto molte altre nel libro. Sarà pure questione di gusti, fatto sta che L’invasione degli androidi non mi piace granché. Ben poche sono le parti che trovo di un certo valore, disperse in una struttura lontana da quella del primo volume e, ahimé, ben più tipica della serie; la pessima traduzione peggiora ulteriormente le chance di gradimento. Mancano comunque una caratterizzazione e un interesse degni di questo nome: le storielle sono troppo rapide, troppo usa e getta, caratterizzate unicamente dal finale a scapito della strada che vi porta. I disegni sono gradevoli, forse non a livello del primo volume ma ci siamo vicini. Una curiosità: il finale di pagina 59 non è stato inserito nella tabella dei punteggi, nemmeno nell’edizione originale.

L'Invasione degli Androidi