Lo Scettro Del Potere — recensione di andreONE
andreONE · 5 febbraio 2012 · 5/10
Cominciamo con quello che considero, insieme ai 2 volumi seguenti, i peggiori titoli della collana. Presumo che il filone di storie cominciato nello "Scettro del Potere", abbia avuto come scopo principe, l'approfondire la Classe del Mago, piu' che ne: "La Prova". L'idea di dividere la vicenda in 3 parti, forse era per spiegare, come si puo' evolvere un apprendista fino al grado di Arcimago. Purtroppo, cosi non fu... Carr Delling, dopo la morte della madre scopre che e' il figlio di Landor, il mago piu' potente di Tikandia. Il suddetto grande mago, e' morto in circostanze misteriose (che non saranno neppure chiarite). Il nostro protagonista non resta, altro che fare, se non andare alla ricerca del lascito del genitore. Ora non mi soffermero' su quello che succede, ma sappiate che in questo libro imparare gli incantesimi, che sono la forza di questa Classe, nella storia, non servono a niente. RIPETO: NON SERVONO A NIENTE!!! O quasi, 1 o 2 volte, forse... Quindi la domanda che mi pongo e': perche'? Se il protagonista e' un mago o un apprendista mago, sarebbe stato meglio sfruttare di piu' e meglio gli incantesimi. Il mago cosa sa fare? Altra pecca, per arrivare allo scettro del titolo, non e' che poi sia cosi' difficile... Sei il figlio di Landor? Ecco tieni! Non e' andata propio cosi' ma quasi... Tralasciando il sistema di gioco e la storia, l'unica cosa che si salva di questo volume, sono le illustrazioni interne di qualita'. Infatti spiace che questi bei disegni siano stati sprecati in questo modo, se la storia fosse stata scritta molto meglio, si sarebbe ottenuto un lavoro davvero pregevole.