Lupo Solitario (21-28) - Avventure Nuovo Ordine Ramas — recensione di EGO
EGO · 26 febbraio 2009 · 8/10
Per chi non ne poteva più di Lupo Solitario , come anche per chi non ne aveva ancora abbastanza, il finale del volume 20 sicuramente sarà stato fonte di emozioni violente, con il suo nonchalante annuncio di una nuova serie di avventure. Anche chi non apparteneva a queste due categorie avrà provato qualcosa di molto violento alla scoperta che, in questa nuova serie, il protagonista non sarebbe più stato Lupo Solitario, ma un Grande Maestro membro del Nuovo Ordine dei Ramas. Come dire: se non vuoi rischiare di scontentarne qualcuno, scontentali tutti. Del resto, come si è visto a partire dalla serie Ramastan, l’importante è che fosse soddisfatto Joe Dever, che prolungando ogni volta la collana ha l’occasione di offrire ai suoi lettori ulteriori dettagli sul suo Magnamund, per assicurarsi che rimanga nella Storia. In questo caso però l’autore si è fatto un piccolo autogol, visto che il cambio di protagonista ha veramente indispettito un mucchio di fan. Nessuno ammetterebbe a viso aperto e a testa alta che il ciclo del Nuovo Ordine gli è piaciuto davvero. In effetti, non è che il più recente Lupo Solitario potesse migliorare più di tanto, se non tornando sui suoi passi e ridiventando meno libro e più game . Ma questo sarebbe andato contro i presupposti stessi per cui Dever continuava a scrivere, e quindi non se ne poteva parlare. Oppure sì? A quanto pare, un pochino se ne poteva parlare. Che sia per rimorso di coscienza, per lettere inferocite dei lettori o per qualche altro ignoto stimolo, nelle avventure del nuovo Grande Maestro riaffiorano elementi che da tempo non si vedevano più: bivi veri e non fittizi, un utilizzo un po’ più interessante di armi e oggetti, qualche impresa e qualche scena degne del Lupo Solitario classico: quello che andava in giro da solo, non conosceva nessuno e doveva guardarsi da tutto e da tutti. Sono sprazzi, poche scintille; ma tanto basta a sollevare la qualità media dell’avventura del Nuovo Ordine dalla ripetitività soffocante dei libri precedenti, che a posteriori presentano come solo vantaggio quell’unico elemento scontato: la presenza di Lupo Solitario come personaggio giocante. La quarta serie dei Ramas basa tutto il suo appeal su questa “nuova” impostazione di gioco, anche perché le novità di regolamento scarseggiano. Adesso le Arti Superiori sono sedici: le quattro nuove sono il Bardo, le Erbe, gli Elementi e l’Astrologia. Purtroppo Dever non sembra crederci molto, visto che le sfrutta e le perfeziona molto meno di quanto meriterebbero. Ma ci risiamo: sono nuove idee inserite più per folklore che altro, destinate a fare scena e non la differenza tra la vita e la morte, se si eccettuano gli Elementi. Ma a che serve un’Arte nuova, per quanto potente, se c’è un’Alchimia Ramas che risolve tutti i problemi, guarisce tutti i mali e forse, nell’ultimo volume, farà anche il caffè dalle foglie di Vigorilla? Davvero, basta scegliere l’Alchimia e non ci sarà ostacolo in grado di impensierirci; ed è una cosa veramente detestabile che un Ramas possa trovare tanta soddisfazione in un’Arte così sfacciatamente magica, agli antipodi di quelle che erano le discipline originali. Per divertirsi di più conviene non sceglierla, ma così facendo ci si affida alla Tabella del Destino, come ai vecchi tempi… e la Tabella ha già fin troppa importanza nello stabilire il nostro Nome Ramas e la nostra Arma Ramas, forgiata da Lupo Solitario in persona e in grado di offrire un bonus di Combattività in circostanze particolari (una è forte di notte, un’altra contro i maghi, un’altra ancora sott’acqua, e così via). Se il destino deve decidere sulle cose più triviali ma a cui ci dovremo legare da subito, meglio non rischiare oltre, giusto? Sto esagerando col sarcasmo, ma la verità è che non c’è molto da dire sul ciclo del Nuovo Ordine che non valesse per quello precedente. Ridotto il semidio Lupo Solitario al ruolo di illustre comparsa e di assegnatore di incarichi che assumerebbe lui se non ne avesse altri più importanti (!), s…