Maschera Gialla — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 27 novembre 2007 · 8/10

Titolo originale : Masque Jaune Autori : Doug Headline e Dominique Monrocq Anno : 1986 Illustrazioni : Jacques Terpant Copertina : Jacquest Terpant Traduzione italiana : Doriana Monti (1993) Con Maschera Gialla Headline e Monrocq iniziano a mostrare i muscoli, perché rinunciano all’esasperata gestione dei superpoteri perseguita nel primo volume e si concentrano di più sulla storia, consegnando ai posteri un librogame all’altezza dei migliori lavori del team francese. La maggioranza dei lettori è rimasta sicuramente interdetta dopo la conclusione confusa e sbrigativa de Il Furto del Meteorite , una sorta di spettacolo pirotecnico senza una causa ben precisa. I dubbi sono presto chiariti. Sulla scena è comparso un altro supercriminale, l’astuto Maschera Gialla, che con un attacco improvviso ha sottratto il meteorite alla Piovra. Nel frattempo sta per aver luogo il Congresso delle Scienze Spaziali, un convegno di luminari in cui viene esposto lo studio condotto sul meteorite, con l’intervento del direttore del progetto, il professor Raymond. Il DRAGON ci incarica di vigilare sull’assemblea, ma potrebbe rivelarsi difficile anche solo penetrare nel sorvegliatissimo Union Point Center, a meno che nel primo volume non abbiamo ricevuto un lasciapassare. Durante il discorso di Raymond, Maschera Gialla fa un’apparizione a dir poco spettacolare e rapisce il professore. Nel caos che segue, tra gli astanti si riesce ad individuare la Piovra e, con un po’ di fortuna, lo si può inseguire fino alla sua base sottomarina. L’esplorazione di questo luogo può riservare alcuni incontri eccellenti, come la spia russa Elvira Anushka Zubrowka o il viscido cuoco della Piovra, oppure può concludersi bruscamente con la nostra cattura. Comunque vada, il librogame lascia uno spiraglio per proseguire e rimettersi sulla giusta via, poiché la Piovra sa che Maschera Gialla ha portato lo scienziato nel luna park “Trinity”, vicino a Los Alamos, e smania dalla voglia di rivelarlo a qualcuno. In questo luogo di divertimenti è facile trovare una morte assurda, ad opera delle numerose trappole ordite dal nostro avversario. La creatività degli autori ha distorto la struttura del luna park, trasformandolo in un’accozzaglia di attrazioni pericolose. Consiglio di perlustrare ogni anfratto, perché anche cadere vittima dei tranelli è parte del divertimento. A differenza del precedente capitolo, Maschera Gialla si contraddistingue per un’impostazione più classica e meno funzionale al gioco. Ci sono meno combattimenti, tutti evitabili, mentre l’utilizzo dei superpoteri è dosato con cura. Non ci sono più dieci opzioni per ciascuna situazione, col bel risultato di lasciare più spazio al testo ed agli avvenimenti. Si è giunti ad una situazione paradossale, per cui un librogame che sfrutta poco le regole lascia un’impressione migliore di uno che è nato intorno al sistema di gioco. Perfino le illustrazioni di Jacques Terpant appaiono più convincenti. È un segno abbastanza chiaro che qualcosa non va nell’impostazione de Il Furto del Meteorite , troppo sbilanciato verso un’interattività estrema che conferisce al gioco un’ottima longevità, ma che trascura lo sviluppo della storia. Peccato che gli autori, raggiunta questa consapevolezza, non abbiano proseguito la serie, lasciandoci contemplare la fuga di Maschera Gialla senza darci modo di affrontarlo, nel terzo ed ultimo giorno della Guerra dei Supercriminali... Ambientazione : 7 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 7 Interattività : 8 Aspetto grafico : 8 Voto complessivo : 8 Difficoltà : media

Maschera Gialla