Nel Castello Di Quarras — recensione di EGO
EGO · 24 dicembre 2007 · 5/10
In questa avventura il protagonista è Derek Shadowalker, un ladro talmente in gamba che, nonostante la giovane età, ha già deciso di ritirarsi dall’attività per vivere in una villa in periferia. Ma negli ultimi tempi il re di Quarras e le sue leggi hanno ridotto il popolo nella miseria e nella paura, e la gente dice che la causa di tutto ciò è lo stregone Kharseron, il quale trarrebbe il suo potere dalla Gemma di Illystia. Il buon cuore e la difficile sfida di penetrare nella Torre della Gemma spingono così Derek a tentare l’impresa. Impresa che, purtroppo, non è niente di speciale, come pensa talvolta lo stesso Derek camminando tra le ombre. Può essere portata a termine con tre finali positivi, ma quello che richiede il maggior sforzo e offre le peripezie più interessanti è anche quello meno soddisfacente e meno logico, considerate le premesse del libro. Al contrario, gli altri due si possono raggiungere in un batter d’occhio, e uno in particolare non pretende altro che il successo in un tiro di dadi per poi spianarci dritta la strada, una strada trovata in modo talmente fortuito da sembrare quasi un premio per il folle giocatore che, tentando l’impossibile, si ritrova poi a dover solo passeggiare indisturbato per un’altra decina di paragrafi. Gli altri percorsi disponibili fanno tutti capo a uno degli altri due finali, o a una delle tante conclusioni negative; queste ultime sono facilissime da raggiungere, grazie ai lanci di dado vita-o-morte che costellano le pagine del volume. L’unico spunto interessante è la possibilità di scegliere quattro oggetti all’inizio dell’avventura, ma si rivela più che altro una palla al piede e non è ben sfruttata: se i percorsi fossero stati diversificati meglio per favorire l’uso di particolari combinazioni di oggetti sarebbe potuto venir fuori qualcosa di molto interessante, ma per come stanno le cose, non portarsi dietro la spada è una follia e lasciare a casa corda e rampino è per lo meno un azzardo. In questo modo viene a mancare anche l’ultimo stimolo che avrebbe potuto cavar qualcosa da questo libro abbastanza insignificante, privo di mordente e in grado di offrire solo un paio di momenti degni di nota; ma quando la maggior parte dei paragrafi è dedicata ai combattimenti e alle troppo numerose combinazioni che vi si possono verificare, e l’avventura vera e propria viene relegata a brevi stringhe di paragrafi, che cosa ci si può aspettare? I tiri di dado tassativi completano il quadro, e in verità direi che la parte migliore di Nel Castello di Quarras sono i disegni e i paragrafi di morte. Magra consolazione.