Nel Castello Di Quarras — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 25 febbraio 2008 · 6/10

Titolo originale : Escape from Castle Quarras Autore : Douglas Niles Anno : 1985 Illustrazioni : Mark Nelson Copertina : Jeff Easley Traduzione italiana : Elena Colombetta (1987) Nel Castello di Quarras esercita un innegabile fascino su di me, se non altro perché rende finalmente giustizia alla classe del ladro, una delle più bistrattate dal regolamento di D&D. Infatti il ladro funziona benissimo da solo, mentre all’interno del party è limitato dall’incapacità degli altri di compiere azioni evasive. Quando il gruppo deve sgattaiolare inosservato, il ladro ce la fa senza problemi, l’elfo anche, poi arriva il nano e la frittata è fatta. Si viene scoperti ed il ladro picchia la testa sul muro, disperato, perché anche stavolta si dovrà risolvere la questione a suon di legnate e magia. Derek Shadowalker si infiltra da solo nel castello reale di Quarras, con l’obiettivo di rubare la magica Gemma di Illystia. Non è l’avidità che lo spinge alla temeraria impresa: è la convinzione che la Gemma stia ottenebrando la mente di Re Kerral, un tempo monarca generoso ed ora spietato tiranno, forse succube del suo consigliere Kharseron. Sono anche la passione e l’orgoglio professionale a motivare Derek, poiché solo un ladro maestro come lui può eludere la sorveglianza delle guardie e la magia del perfido Kharseron. Una sfida degna della sua fama. Non ci sono evoluzioni significative rispetto ai primi due libri. Derek possiede tre Caratteristiche : Combattività , Furtività ed Agilità , tutte correntemente impiegate nello svolgimento dell’avventura e tra le quali possiamo distribuire liberamente 7 punti. L’ Energia Vitale (20+1d6) è fin troppo esigua, in virtù dei combattimenti non perfettamente bilanciati. Sono richiesti punteggi piuttosto alti per vincere uno scontro (tirare 8+ ai dadi) e se non si riesce si entra in un loop di danni che può prosciugare rapidamente le forze del buon Derek. Il ladro non è un esperto combattente e lo dimostra in svariate occasioni, dove non riesce ad avere ragione degli avversari se non è armato della spada. Si può scegliere di affrontare il castello anche privi di armi, poiché ad inizio avventura è consentito portarsi appresso quattro oggetti da una lista di sei, dove spada con fodero e corda con grappino contano come due. Gli oggetti si combinano con le Caratteristiche e permettono di adattare il personaggio ai diversi percorsi, ciascuno dei quali conduce ad uno dei tre finali positivi. Purtroppo la costruzione non è molto razionale: certe vie richiedono un po’ troppi oggetti rispetto a quelli che si possono portare, oppure caratteristiche diverse molto alte. Ad esempio, il percorso riferito alla splendida illustrazione di copertina richiede la corda (come si vede), un alto punteggio di Combattività , il pugnale, la Gemma Preservatrice ed un buon punteggio di Furtività . Oltre a non essere una combinazione che si è portati a scegliere, non è comunque scontato il successo, se i dadi tradiscono nel momento cruciale. La sorte incombe minacciosa su quasi tutti i librogame di questa serie. Parallelamente ai percorsi più articolati ce n’è un paio brevi e facili da completare, che solo per il fatto di esistere tolgono la soddisfazione di tentare strade più ardue ed impegnative. Il tragitto è comunque rapido e diretto, perché buona parte dei paragrafi sono impiegati per gestire una manciata di combattimenti, raccontati nel dettaglio ma piuttosto scarni dal punto di vista del gioco, che non è neppure così ben bilanciato. Il testo in sè è molto puntuale ma prevalentemente descrittivo, visto che Derek è da solo e se qualcuno gli parla vuol dire che è stato scoperto. Douglas Niles scrive bene, ma devo dire che l’argomento della sua prosa non è dei più succulenti. Trovo che Nel Castello di Quarras abbia qualche buona caratteristica che lo rende più appetibile dei titoli precedonti, come una grafica accattivante, tuttavia non è esente da problemi di equilibrio, struttura ed omogeneità. Migliora qualcosa a livello di coinvol…

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