Ninja! — recensione di EGO

EGO · 29 dicembre 2007 · 9/10

Che ci fa questo libro nella serie di AD&D ? Non c’entra nulla con Dungeons & Dragons: personaggi, ambientazioni, temi, stile… niente. Non si sa perché sia stato pubblicato. Ma per fortuna è stato pubblicato! Chiunque abbia dato l’OK per la stampa sia benedetto, perché Ninja! è senza dubbio uno dei migliori episodi della serie. Può sembrare un’affermazione assurda da parte di chi ha bocciato La Prova per il fatto di essere un racconto con i bivi determinati dai dadi, e in effetti Ninja! , ancora di più, è semplicemente una storia che viene letta pezzo per pezzo, con un occasionale tiro di dado a decidere l’esito di un’azione; ma le differenze con La Prova sono radicali, e il risultato finale di qualità nettamente superiore. Innanzitutto, La Prova porta il fardello di avere per protagonista uno dei personaggi più adorati di Dragonlance, che va trattato seguendo delle regole ben precise. In Ninja! , invece, non ci sono limiti: i personaggi sono nuovi, completamente autonomi, liberi di comportarsi come piace all’autore, senza esigenze di copione. Così, piuttosto che stare a cercare con la lente dei possibili errori di continuity, il lettore può leggersi il racconto pensando solo a quel che sta accadendo, e a quel che potrebbe accadere dopo. Il protagonista è Kurasai Hidenaga, studente della miglior scuola di addestramento di guerrieri del Giappone feudale, giunto agli esami finali che lo ammetteranno alla vita del samurai. La sua sembra una vita come tante, ma… perché ha ereditato una spada dalla lama nera? Perché, dopo aver superato l’esame, lui e il suo migliore amico trovano sul cuscino uno shuriken, un’arma dei Ninja? E perché proprio a loro due, e a pochissimi altri, viene offerto di sottoporsi ad un addestramento ulteriore e specialissimo? Lo si viene a scoprire in una storia che si dipana attraverso sfide, risate, combattimenti e misteri, e che presenta l’inedita e gradita virtù di non interrompersi praticamente mai fino alle ultimissime battute. Questo è possibile grazie al modo in cui sono stati impostati i bivi e gli eventi. Fino alla prova finale, nessuno dei combattimenti viene svolto con armi vere, perciò non si può morire; ma questo non significa che le scelte a disposizione siano poche. Anzi, proprio perché non c’è la necessità di troncare di netto la storia in caso di errore, le opzioni selezionabili sono numerosissime, e nessuna viene trascurata sotto il profilo narrativo, sempre estremamente ricco e soddisfacente. Si ha quindi la possibilità di scegliere a piacimento, senza paura di commettere un errore fatale, e il risultato, anche se negativo, sarà comunque un piacere da leggere. E questo non vuole affatto dire che in Ninja! ci sia una sola strada, o che non ci siano sfide da affrontare: le scelte compiute sono anzi determinanti per arrivare ad uno scontro finale decisamente più fattibile, segno che si sono affrontate tutte le prove nel modo migliore. Il libro è poi assolutamente encomiabile per il modo in cui premia la giusta decisione e riduce lo strapotere assunto dai dadi nella maggior parte dei libri di AD&D : nessun lancio è proibitivo (in media il numero minimo da ottenere è 3, confronto al 5-6 de La Prova ) e, altra cosa splendida, se si è scelta l’azione migliore, il punteggio richiesto sarà ancora più abbordabile. E le scelte non vanno compiute a caso, ma leggendo con attenzione e interpretando gli indizi che emergono dalla storia e dall’atteggiamento dei suoi personaggi. Questi ultimi sono rappresentati magnificamente, con una incredibile ricchezza di sfumature che non si trova facilmente nemmeno in serie di librogame più complesse. I paragrafi sono molto lunghi, ma mai troppo lunghi, e contengono descrizioni ricchissime di dettagli sulle usanze, le credenze, i comportamenti del Giappone d’epoca, con un uso corretto e ben dosato di parole in lingua originale, che aggiunge colore all’affresco senza diventare pedante. I dialoghi sono altrettanto ben scritti, totalmente realistici. La versione italian…

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