Ombre sulla Sabbia — recensione di NormanBates

NormanBates · 21 dicembre 2006 · 9/10

Il volume conclusivo della prima miniserie Ramas vede Lupo Solitario partire per il Regno di Vassagonia allo scopo di firmare trattato di pace con Sommerlund. All’arrivo nella capitale, però, scopriamo che il vecchio Sultano è morto nel frattempo, e quello attuale, il subdolo Kimah, vuole catturarci a tutti i costi. Particolarità unica di questa quinta avventura è la divisione in due parti che comporta l’aumento del numero dei paragrafi (400 invece dei soliti 350). Quest’idea, nata probabilmente allo scopo di concludere “col botto” il primo ciclo della saga di Lupo Solitario, contribuisce ad aumentare la suspance causata dall’apparizione del Signore delle Tenebre Haakon e dal suo discorso col sultano Kimah. Inoltre costituisce un ottimo “check-point” per coloro che non volessero ricominciare da capo il libro in caso di morte prematura. La città di Barrakesh è descritta in maniera molto suggestiva da Dever che è bravissimo a ricreare, senza perdersi in prolisse narrazioni, un’ambientazione arabeggiante con pochi incisivi tratti e con accorta scelta dell’etimologia di nomi di luoghi e persone (espediente che verrà utilizzato anche in altre occasioni per far calare più facilmente il lettore nell’atmosfera delle varie locations). Il Regno di Vassagonia è senz’altro uno dei luoghi più affascinanti esplorati dal nostro eroe. L’azione è frenetica ed esige scelte rapide e immediate. Non a caso il nostro personaggio fugge per buona parte del libro. Se si sono portati a termine gli episodi precedenti, il vantaggio di poter contare su ben 9 Arti Ramas avrà il suo peso non indifferente, facilitando di molto le cose. Per la prima volta Lupo Solitario si trova faccia a faccia con un Signore delle Tenebre e lo sfida in un duello: Haakon è un buon avversario, ma nella prosecuzione della serie vedremo avversari di ben altro spessore. Tra l’altro è paradossalmente più facile da sconfiggere se non si possiede la Spada del Sole (ma d’altronde è giusto così per coloro che non hanno potuto giocare Traversata Infernale). La difficoltà è bilanciata in maniera ottimale e non si rischiano quasi mai sorprese troppo casuali. In conclusione si tratta di un’avventura ottima, stimolante e dotata di gran ritmo per tutti i paragrafi. Chalk come sempre in gran spolvero. Piccola chicca: il ritorno di Banedon. Consiglio: cercate di resistere il più possibile alla cattura da parte dei guerrieri Chassaki; il vostro cammino si farà più lungo e interessante. Attenzione, però, a non ammalarvi nelle fogne! Lupo avvisato..

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