Ombre sulla Sabbia — recensione di BenKenobi
BenKenobi · 19 settembre 2007 · 10/10
In questa avventura Lupo Solitario viene attirato a Barrakeesh, capitale della Vassagonia, paese dall'ambientazione esotica ed arabeggiante, con il pretesto di discutere un trattato di pace con il Sultano. In realtà lo attende un pericolo più grande di quanto possa immaginare: sin dal primo paragrafo i colpi di scena dettano il ritmo serrato di questa entusiasmante avventura, che vedrà infine il nostro eroe scontrarsi con il Signore delle Tenebre Haakon e recuperare il leggendario Libro del Ramastan ! Siamo in presenza dell'unico librogame, tra i primi 28 scritti da Joe Dever, ad avere una durata di ben 400 paragrafi anziché i canonici 350. Il libro è diviso in due metà da 200 paragrafi, quasi come se si stesse assistendo ad un film diviso in primo e secondo tempo. Si sente subito di stare leggendo un librogame fuori dal comune. La prima metà è caratterizzata da una lunga sequenza di fuga di Lupo Solitario, la quale è piena di momenti in cui possiamo fallire e venire catturati. L'unico modo per non essere catturati è quello di venire infettati dagli Sharnacocchi nelle fogne di Barrakeesh. In un modo o nell'altro saremo comunque costretti ad entrare nel palazzo del Sultano, come prigionieri o allo scopo di cercare una cura. La genalità di tale struttura consiste nell'offrire numerosi percorsi possibili, sia prima di entrare nel palazzo che una volta entrati all'interno. La seconda metà è più lineare, ed inizia con una seconda, rocambolesca fuga da palazzo, alla quale segue la sua prima, provvidenziale apparizione nella serie dello Skyrider, la nave volante di Banedon che ci accompagnerà in tante avventure. Da qui in poi il libro si incanala su binari più precisi, portandoci alla scoperta della Tomba del Majhan dove affronteremo Haakon in un duello mortale e recupereremo finalmente il Libro del Ramastan. La difficoltà non è alta, conta soprattutto fare la scelta corretta; anche ai giocatori non esperti e sprovvisti di Spada del Sole viene dato modo di risolvere le situazioni più difficili. Il mio parere è che questo librogame sia forse il migliore che io abbia mai letto, e quello che nella saga di Lupo Solitario meglio di tutti si adatterebbe ad una trasposizione cinematografica. L'assenza totale di tempi morti nella trama ed il modo in cui si intrecciano i vari percorsi, soprattutto nella prima metà, sono dimostrazione di quanto sia stata ben progettata quest'opera. La libertà di scelta che abbiamo nella prima metà, ed in parte anche nella seconda, lo rende rigiocabile più volte senza risultare mai stancante. La fuga, il mistero, la scoperta sono tutti temi narrativi di grandissima efficacia, che mantengono sempre alta la tensione nel lettore e che non ritroveremo più nei successivi libri della serie, facendo di questo episodio autoconclusivo qualcosa di unico anche all'interno della saga stessa che lo rende ancor più affascinante. Non mancano le scene memorabili. La scena alla fine della prima metà del libro, in cui Lupo Solitario ascolta di nascosto il dialogo tra Haakon e Kimah, è uno dei pochissimi dialoghi "ad effetto" che Joe Dever abbia mai offerto al lettore; in genere gli unici dialoghi cui assistiamo sono quelli in cui il saggio di turno ci dà spiegazioni sul da farsi. Inoltre c'è il ritorno di Banedon: è un piacere ritrovarlo cresciuto rispetto al primo libro ! Pochi gli oggetti veramente degni di nota: nessun Oggetto Speciale veramente importante (la Mazza Ingioiellata può esserci utile soltanto nel duello contro Haakon), ma in compenso coloro che sono riusciti a non farsi catturare dai soldati all'inizio del libro possono ottenere premio l'Oede/Erba Miracolosa dalle grandi proprietà curative. Il giudizio non può che essere 10. Non riesco a trovare nemmeno un difetto in questo capolavoro. Un volume che non può assolutamente mancare nella collezione di un vero appassionato di librogame !