Pereim il Cavaliere — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 17 marzo 2008 · 7/10

Titolo originale : Péreim le Chevalier Autore : Bruno Giraudon Anno : 1988 Illustrazioni : Bruno Pilorget Traduzione italiana : Eleonora Baron (1991) Ser Pereim è un cavaliere dell’Impero, un uomo di saldi principi impegnato in una difficile ricerca. Al capezzale del padre morente egli ha giurato di riportare alla città dai Mille Volti il Primo Scudo del Grande Impero, una reliquia persa nella notte dei tempi, quando uomini, fate, gnomi, nani e maghi affrontarono le forze del Male. Armato del suo coraggio e della magica spada Assilana, Pereim ha vagato per due anni ed affrontato mille avversità prima di raggiungere i confini del mondo di Dorgan. La missione di Pereim è quella dai toni più epici ed è narrata da un ispirato Bruno Giraudon, che si concentra più sul personaggio che sulle stranezze di Dorgan. La ricerca dello Scudo implica una sfida diretta al Cuore d’Odio, una mostruosa personificazione del Male che dimora in un luogo segreto. Come è facile immaginare, il nobile guerriero si sentirà presto attratto da una missione ancor più grande, volta a decidere il futuro di questa parte del mondo conosciuto. Senza dubbio il cavaliere parte con le caratteristiche migliori ed è in grado fin da subito di ingaggiare duelli, libero dal timore della sconfitta senza colpo ferire. Egli possiede l’ Iniziativa , la Combattività e la Vitalità più alte, un’ Aura mediocre ed una Magia infima, ma tanto questa non gli serve a nulla. Il suo punto debole è il progresso limitato a due poteri aggiuntivi della sua spada, che in fondo è tutto ciò di cui ha bisogno per farsi strada. Con soli 5 punti di Potere Pereim può lanciare ben 4 dadi per determinare il Danno inflitto, mentre con 10 ottiene la speciale abilità di stendere il nemico tirando 5 o 6 dopo aver colpito. Non è così potente e versatile come la magia di Keldrilh e Caithness, però funziona a dovere. Bruno Pilorget migliora i soggetti e la finitura delle sue tavole, mostrando ciò che da tempo si voleva vedere (il Cuore d’Odio) e qualche evento esclusivo, come la visita a Ertol Aguil e il saggio del Picco del Rovar, che parla come il maestro Yoda di Star Wars . Data la migliore scrittura e la maggior libertà di movimento, dovuta alla consistente forza iniziale del personaggio, Pereim il Cavaliere è il librogame di Partita a Quattro più convincente per il giocatore singolo. Credo però che in una partita a più partecipanti gli altri personaggi diano maggiori soddisfazioni, perché il peso delle Scelte del Libro del Potere diventa consistente e permette di confrontare la propria potenza con quella degli altri personaggi. Con Pereim, invece, non ci sono margini di variabilità, né strategie da adottare. Ambientazione : 7 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 6 Interattività : 7 Aspetto grafico : 8 Voto complessivo : 7 Difficoltà : alta

Pereim il Cavaliere