Selvaggio West — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 16 novembre 2007 · 5/10
Titolo originale : Wild West Rider Autore : Stephen Overholser Anno : 1985 Illustrazioni : Steve Leialoha Copertina : Steve Leialoha Traduzione italiana : Cristina Zar (1988) Altro librogame, altra epoca: Selvaggio West trasporta il lettore in uno scenario classico dell’avventura, con la promessa di una nuova appassionante storia. La traduzione italiana del titolo è un po’ fuorviante, perché non lascia intuire nulla sull’effettivo contenuto. Non si tratta infatti di una generica rassegna di eventi del Far West americano, bensì di un’analisi mirata a ricostruire i retroscena di fatti specifici: la nascita e la scomparsa del servizio postale chiamato Pony Express. Fondato nel 1860 su iniziativa dell’intraprendente William H. Russell, il Pony Express riuscì a ridurre in maniera sostanziale i tempi di recapito della posta dagli stati della East Coast alla California. L’idea di Russell si fondava sull’utilizzo di spericolati corrieri, che a cavallo dei migliori galoppatori percorrevano la via più breve verso il West, coprendo 200 miglia al giorno ed affrontando i pericoli dovuti alle intemperie sulle Montagne Rocciose ed agli attacchi delle tribù pellerossa. L’impresa era resa possibile grazie al coraggio dei latori e alla costruzione delle cosiddette stazioni di cambio, in cui si riceveva una cavalcatura fresca e un breve ristoro. Nonostante abbia rappresentato un progresso notevole rispetto alle lente diligenze della Butterfield Overland Mail Company, il Pony Express cessò di esistere dopo soli diciotto mesi di attività. Lo scopo del quarto Time Machine è indagare sulle cause che hanno motivato l’abbandono. Come è tipico di questi librogame, la ricerca è una buon pretesto per spaziare nell’epoca storica ed immergersi in uno spazio-tempo completamente diverso. Sulla costa orientale infuria la Guerra Civile, nel 1861 Abraham Lincoln viene eletto Presidente, mentre l’Inghilterra è in guerra con la Cina e si avvale del Pony Express per spedire velocemente i suoi dispacci militari; questi sono i fatti storici che fanno da sfondo all’indagine di Selvaggio West , che non si dimentica di citare la caccia indiscriminata al bisonte e le sue disastrose conseguenze sulla vita dei nativi. Mi spiace rilevare che Stephen Overholser, nonostante la propensione alla divulgazione e la pregevole scrittura, non ha ritenuto necessario rendere questo librogame uno stimolante racconto interattivo. I bivi sono insulsi e puramente strumentali, visto che se si sbaglia strada si viene rimessi in carreggiata senza indugio. I paragrafi sono pochi e spaventosamente lunghi, quasi che all’autore pesasse cimentarsi con il formato librogame. Un peccato, data la padronanza degli argomenti e dell’ambientazione. Selvaggio West scorre lento e non emoziona granché; è come leggere un normale racconto, che ha il pregio di voler insegnare un pezzo importante di storia americana, ma che nel complesso è povero di divertimento e non possiede una struttura interessante. Le illustrazioni di Steve Leialoha sono caratterizzate da una qualità altalenante e non sono un contributo fondamentale al testo. Questo librogame non è sgradevole e possiede un’unica grande pecca: privilegiare troppo la narrazione rispetto all’interattività. Ambientazione : 7 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 5 Interattività : 5 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 5 Difficoltà : bassa