Sfida di Coppa — recensione di EGO

EGO · 3 settembre 2007 · 8/10

Ah, Sfida di Coppa . La mia storia personale con questo libro è talmente fantozziana che mi vergogno troppo a raccontarla, ma è certo che nella mia autobiografia occuperà un capitolo a sé stante. Quindi non parliamo di me, ma del libro. Compact 6 è un prodotto assolutamente unico nel panorama dei librogame EL. E’ l’unico in cui l’avventura si svolge su un campo sportivo, l’unico i cui eroi sono un’intera squadra, l’unico che cerca di applicare il formato del librogioco ad un evento della vita reale che avrebbe dovuto, secondo logica, generare una serie intera (in effetti è inspiegabile come mai non siano usciti librogame su tutti gli sport di squadra principali). Puntualmente uscito in Inghilterra nel 1994, in tempo per la Coppa del Mondo, Sfida di Coppa è un librogame che parla di calcio, quello vero, quello giocato sul campo e non dalla panchina, un calcio semplice e pulito, ingenuo come è nella tradizione di Compact , eppure verosimile ed esaltante quanto basta per dire che sì, l’esperimento è riuscito. In qualità di allenatore e giocatore di una squadra amatoriale, ci ritroviamo a superare il secondo turno di Coppa, e per il nostro piccolo undici inizia il sogno di una vita: giocare con le squadre più blasonate del Paese, su campi veri, lungo sei partite che arrivano fino alla finalissima. E’ una strada lunga e piena di imprevisti, ed è per questo che c’è stata la necessità di farne il Compact più lungo di tutti: ben 210 paragrafi, ampiamente sopra la media della serie, così come per molti altri aspetti. Prima di ogni partita, com’è ovvio, c’è l’estrazione per stabilire chi sarà l’avversario. Qui dobbiamo scegliere un numero, e poi andare a verificare sull’apposita lista il nome della squadra corrispondente. Ci sono due liste di squadre, una inglese e una scozzese, ma sono perfettamente equivalenti, visto che a numero uguale corrisponde uguale forza dell’avversario. Le squadre gialle sono deboli, le verdi medie, le blu forti, e le rosse sono l’élite del campionato. Naturalmente, man mano che si procede nei turni, le squadre più deboli vengono progressivamente eliminate, e la finale si svolge necessariamente contro una squadra fortissima… ma, per fortuna, non imbattibile! Il gioco si svolge come in tutti gli altri Compact , facendo avanzare la storia attraverso i classici bivi; questa volta però le scelte non sono dettate completamente dal caso, ma anche da una certa logica, non troppo difficile da scoprire. In generale, l’aggressività e l’audacia vengono premiate con occasioni da gol; per quanto riguarda le decisioni prettamente manageriali, non sono sempre facili, ma il testo quasi sempre ci dà almeno un piccolo indizio su ciò che sarebbe meglio fare. Si tratta pur sempre di un racconto a bivi stabilito dall’autore, perciò non può andare proprio tutto come penseremmo noi, però da nessuna parte ci sono i salti nel buio o le scelte triple o quadruple tipiche dei Compact avventurosi. Quando l’una o l’altra squadra arrivano al tiro, l’esito dell’azione viene deciso scegliendo un codice tra i tre proposti. Ad ognuno di essi corrisponde una casella della griglia 6x6 disegnata sul risvolto di copertina; ciascuna casella presenta un disegno che riprende la conclusione del tiro, che può andare fuori, spegnersi sui legni, essere parato oppure, naturalmente, andare in rete. Come già accadeva nel Vulcano maledetto , è ovvio che si tende ad imparare e ricordare le caselle vincenti; la cosa migliore però sarebbe fare le scelte seguendo il flusso dell’azione, in modo immediato, scegliendo a caso un codice e andando a vedere come si conclude l’azione, senza badare troppo a memorizzare tutto. In questo modo (oppure se si ha una memoria particolarmente scarsa) il gioco conserva la sua natura imprevedibile più a lungo - anche se, naturalmente, se si perde la finale ci si ricorda molto bene delle scelte sbagliate… Sfida di Coppa è stato scritto piuttosto bene. I pochi paragrafi tra una partita e l’altra sono quasi infantili, ma una volta in…

Sfida di Coppa