Sfida di Coppa — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 22 febbraio 2009 · 6/10
Titolo originale : Cup Heroes Autore : Greg Hill Anno : 1994 Illustrazioni : Peter Dennis Copertina : Peter Dennis Traduzione italiana : Mariangela Bruna (1995) Negli ultimi anni Sfida di Coppa è divenuto il triste simbolo del collezionismo in ambito librogame, ossia il pezzo “raro” per cui si è disposti a pagare fino a cento volte il suo valore reale e dieci volte il prezzo “corrente” di qualunque altro librogame ritenuto non comune. Secondo me è un po’ troppo, considerata la qualità del libro e della serie Compact in generale, che ben pochi possono dire di aver letto e ancor meno di annoverare tra le proprie favorite. Non è questione di affetto, quindi, solo un deleterio compiacimento verso le altrui speculazioni, magari nella speranza di passare presto dalla parte dei venditori. Molti lo hanno fatto, e non gli siamo grati per questo. Questo sgradevole preambolo vale per i collezionisti e contiene tutte le informazioni di loro interesse; ora viene la recensione per chi legge ed apprezza i librogame. Non ci sono molti librogame sul calcio ed è un peccato, vista la popolarità che questo sport spettacolare gode tra i ragazzi. Nel 1994 Stephen Thraves aveva in preparazione quattro nuovi titoli per i suoi Compact Adventure Game Books e per quello di argomento calcistico scelse di affidarsi ad un tale chiamato Greg Hill. In verità bisogna riconoscere che il regolamento di Compact non è il più adatto a rendere varia ed avvincente la simulazione di una partita di calcio, benché il nuovo autore alteri un po’ la formula abituale. Se fosse stato scritto da Thraves, probabilmente avremmo avuto anche qui tre oggetti da trovare, quattro gol da subire e sei partite da vincere. Si tratta di una vera avventura sportiva, in cui ci si immedesima nel giocatore-allenatore di una squadra di dilettanti, approdata miracolosamente al terzo turno della Coppa (d’Inghilterra o di Scozia, a scelta). Come fece Gianluca Vialli negli ultimi anni della sua carriera, il lettore può dare istruzioni tattiche alla squadra ricoprendo nel contempo un ruolo in campo. Purtroppo non avrà per le mani il Chelsea, bensì un gruppo di amatori che non hanno mai affrontato una squadra di lega. Fin dal primo match le ambizioni del protagonista paiono ben superiori a quelle che normalmente gli sarebbero concesse: questo megalomane vuole portarsi a casa la Coppa, eliminando squadre di spessore internazionale! Nelle avventure per ragazzi può succedere questo ed altro. In questa è piuttosto facile che tutto si concluda per il meglio, vista la difficoltà irrisoria. Sono in programma sei partite e ciascuna segue il medesimo schema: sorteggio della squadra avversaria (si pesca a caso un numero a cui corrispondono avversari più o meno forti) e gestione delle situazioni di gioco. Quest’ultima è la parte più controversa del librogame. Di volta in volta vanno compiute scelte tattiche, ad esempio far salire un difensore piuttosto che un altro, raddoppiare una marcatura oppure no, scegliere i lanci lunghi o le palle basse, ecc...; le conseguenze sono però arbitrarie, poiché le premesse non permettono di immaginare ciò che avverrà realmente. C’è una certa propensione a premiare le strategie offensive, però non si può essere mai sicuri. Credo che Greg Hill volesse sottolineare che una squadra amatoriale che vince un trofeo deve ringraziare la sua buona stella, più che la tattica discussa a tavolino. Probabilmente ha ragione, infatti i dilettanti non vincono questo genere di competizioni. Le azioni da gol vengono risolte grazie ad una tabella inserita in copertina. Si pesca a caso una casella tra le tre disponibili e si verifica se la palla è dentro oppure se, per qualche rocambolesco motivo, l’opportunità è andata sprecata. Più forte è la squadra, meno opzioni favorevoli sono a disposizione. Inutile dire che si fa presto a memorizzare le caselle utili, a riconoscerle ed utilizzarle a piacimento per insaccare il pallone o per annullare un’occasione degli avversari. Quando la partita si co…