Sortilegio — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 24 settembre 2007 · 10/10

Titolo originale : Sorcery! Autore : Steve Jackson Copertine : John Blanche Nata come progetto parallelo di Fighting Fantasy , Sortilegio è divenuta nel corso degli anni un vero e proprio mito tra gli appassionati di librogame. Un mito in positivo oppure in negativo, al punto che, a mio giudizio, il ristretto bacino di utenza di queste pubblicazioni può essere suddiviso quasi a metà tra estimatori e denigratori del capolavoro di Steve Jackson. La serie è composta da quattro volumi, ciascuno dei quali può essere letto singolarmente, ma che sono in realtà una lunga avventura pensata per sfruttare al massimo le potenzialità del regolamento ideato da Jackson e Livingstone. I librogame di Sortilegio sono perciò più adatti ad essere letti uno dopo l’altro, perché gran parte del piacere e del fascino proviene dalle misteriose ed intelligentissime concatenazioni. Alcune informazioni od oggetti trovati lungo la strada possono tornare utili a diversi libri di distanza, spesso in modo del tutto inaspettato. Un librogame letto da solo è anche molto più ostico, perché possono mancare aiuti fondamentali; mi riferisco soprattutto a La Corona dei Re , dove difficoltà e bivi mortali si susseguono inesorabili in prossimità della fine. La storia e l’ambientazione sono a loro volta oggetto di discordia: c’è chi le ritiene superlative ed intriganti, mentre altri scuotono la testa in segno di disapprovazione. Un avventuriero coraggioso ma senza nome, proveniente dal Regno di Analand, affronta un pericoloso viaggio attraverso il selvaggio Continente di Kakhabad. La meta finale è la Fortezza di Mampang, dove un malvagio Arcimago ha portato la preziosa Corona dei Re, il leggendario manufatto che ha recato pace e prosperità ai vari regni dell’Alleanza di Femphrey. Se la Corona restasse nelle mani del potente stregone, egli riuscirebbe a riunire le barbare tribù di Kakhabad in un’armata formidabile, capace di conquistare i paesi civilizzati. La missione non ammette il fallimento. Peccato che sia palesemente impossibile terminare le avventure al primo tentativo. Sortilegio si contraddistingue per la difficoltà elevata degli enigmi e per una struttura complessa ed articolata, in cui il giocatore deve riuscire ad individuare il percorso corretto (o true path ). Se in Dimensione Avventura la ricerca è confinata entro i 300-400 paragrafi di un librogame, qui la sfida si articola in ben 4 volumi, per un totale di 2265 paragrafi. A dire il vero si può terminare il quarto librogame anche se nei precedenti si è usciti da seminato, tuttavia la difficoltà è maggiore. Naturalmente può sopraggiungere la frustrazione, soprattutto quando si raggiungono punti oltre i quali non si riesce a proseguire. È obbligatorio allora ripercorrere i propri passi, tentare altre strade e valutare tutto ciò che si è trascurato: finché l’equazione non dà risultati si continua a sbattere la testa, ma non appena la strada giusta viene individuata si celebra una piccola vittoria contro l’impressionante architettura della serie. Si tratta dello stesso tipo di divertimento dato dalle avventure grafiche alla Monkey Island, che giravano in MS-DOS. Penso comunque che per un lettore di librogame non ci sia soddisfazione più grande che sconfiggere l’Arcimago e portare a casa la pelle, dopo aver superato insidie e tranelli di ogni genere. Il sistema di gioco è identico a quello descritto nella recensione della serie Dimensione Avventura e si basa sulle medesime caratteristiche: Abilità , Resistenza e Fortuna . Si può giocare in due modalità: contando esclusivamente sulla propria Abilità in combattimento ( gioco semplice ), oppure apprendere ed utilizzare ben 48 formule magiche, in grado di risolvere ogni situazione ( gioco avanzato ). Ciascun sortilegio è rappresentato da una sigla di 3 lettere, costa un certo numero di punti di Resistenza e possiede un effetto peculiare. Certi incantesimi richiedono speciali oggetti per essere realizzati e per questo sono meno dispendiosi in termini di Resisten…

Sortilegio