Spellbreaker — recensione di kingfede1985
kingfede1985 · 10 febbraio 2008 · 9/10
TITOLO: Spellbreaker AUTORE: Jonathan Green ILLUSTRAZIONI: Alan Langford ANNO: 1993 (2007) Dopo aver passato un’intera vita a vendere la propria spada al miglior offerente e aver viaggiato per il Vecchio Mondo in cerca di avventure, è giunto il tempo di prendersi una pausa, di tornare al natio paese di Ruddlestone e pensare alla salvezza della nostra anima. Attraversando le colline occidentali siamo giunti nei pressi dell’Abbazia di Rassin, nel bel mezzo di una tempesta. In compagnia di uno sconosciuto pellegrino di nome Nazek, troviamo rifugio nel sacro monastero. Durante la notte, però, accade qualcosa di gravissimo: Nazek si intrufola nella biblioteca del monastero e ruba il Grimorio Nero, un libro di magia nera che contiene un incantesimo pericolosissimo, in grado di aprire il Demafrauge, il leggendario Sepolcro delle Ombre, la prigione della Bestia Infernale custodita nel monastero di Claybury, al di là delle colline occidentali. E quel che è peggio è che il rituale può essere compiuto solo durante la notte della Luna di Shekka… fra quattro giorni! Riusciremo, in questa folle corsa contro il tempo, ad impedire a Nazek di scatenare l’Inferno su Ruddlestone e sull’intero Vecchio Mondo? Con questo volume fa il suo esordio nella collana di Fighting Fantasy l’ultimo autore della serie prima della sua chiusura, e primo scrittore a pubblicare opere inedite ( Bloodbones e Howl of the Werewolf ) a partire dalla ripubblicazione della serie da parte di Wizard Books, Jonathan Green. E che esordio! L’opera risulta essere uno dei volumi più completi mai pubblicati dalla serie in ogni suo aspetto: ambientazione, stile narrativo e descrittivo, costruzione strutturale, bilanciamento, grafica. Oltre alle caratteristiche di gioco che ben conosciamo, Green aggiunge in questo volume un punteggio di FAITH (“Fede”), che serve a misurare la nostra spiritualità e devozione. La gestione del punteggio di Fede è completamente diversa rispetto a Vault of the Vampire di Keith Martin (il nostro La Cripta del Vampiro , Dimensione Avventura 12): si parte con 1, e nel corso dell’avventura dovremo cercare di aumentare il punteggio. Le possibilità di farlo sono molte, così come sono numerosi, e a volte difficili, i check dell’abilità in questione, quindi è buona cosa accumulare un discreto punteggio fin dalle prime fasi. La struttura dell’avventura è incentrata su un rigorosissimo true path , che lascia pochissimo spazio per le divagazioni, e a volte impone delle scelte imprevedibili (e forse qualche volta un po’ troppo contro-intuitive, per poter accumulare gli oggetti o le informazioni necessarie per poter giungere al termine dell’avventura. Inutile dire che servono numerosi tentativi per poter giungere alla sezione finale. A differenza di Curse of the Mummy , i combattimenti sono meglio bilanciati, e per terminare il volume, se si ha un po’ di fortuna dalla propria parte, potrebbe bastare un’Abilità media; prova ne sia che le modifiche al testo precedenti alla ripubblicazione di Spellbreaker per Wizard Books sono state molto meno numerose ed incisive rispetto all’altro volume. L’avventura si articola in piccole sub-quest, man mano che si avanza nel nostro viaggio verso Claybury. Inutile dire che, in perfetto stile Fighting Fantasy , ogni singola tappa parziale va considerata come tassello di un complicato mosaico, ed è necessario non lasciare nulla al caso per poter arrivare allo scontro finale. L’ambientazione è molto ben curata, e riesce a dare una forte atmosfera all’opera; lo stesso vale per lo stile di Green, estremamente evocativo e perfetto per rendere la suspence dei momenti più concitati del volume, e le ottime illustrazioni di Langford, che in qualche caso ricordano molto da vicino le migliori tavole di La Creatura del Male , curate dallo stesso disegnatore. Molti lettori poco amanti dei librigame a true path potrebbero storcere il naso di fronte a Spellbreaker , che a volte, nella sua notevole rigidità, è alquanto crudele nel punire anche il…