Tradimento a Drakenwood — recensione di Gurgaz
Gurgaz · 21 dicembre 2006 · 5/10
Titolo originale : Treachery in Drakenwood Autore : Paul Vernon Anno : 1985 Illustrazioni : Barrie Morton Il primo numero di Unicorno è costituito da due macrosezioni: la foresta di Drakenwood, con mappa ad esagoni, e il sotterraneo del Dente di Draken, il picco che si erge solitario in mezzo alla foresta (dove mai avranno portato Lady Arowen?). Ci sono più modi per accedere all’avventura vera e propria, in cui è necessario trovare la ragazza e liberarla dalla sua cella; guarda caso, per riuscirci bisogna aver scovato e sconfitto in singolar tenzone gli artefici del rapimento, il malvagio sir Roderick e Zandabar, uno stregone rinnegato. Il sotterraneo è strutturato in modo discretamente realistico ed include caverne abitate dai goblin, l’antro di un dragone sputafuoco e i nascondigli dei due “boss”. Ciò che disturba di più in questo libro è il prevalere dell’interattività con l’ambiente rispetto a quella con i suoi abitanti. L’ampia libertà di spostamento si contrappone all’assenza di dialoghi, parti narrate e della più flebile nota di colore. In poche parole, è il classico dungeon con stanze dal contenuto prefissato e statico, in cui l’unica variabile è la sopravvivenza o meno degli occupanti. Per terminare l’avventura con successo basta fare attenzione alle trappole ed evitare i combattimenti inutili, facendo ampio uso di incantesimi evasivi. Può aiutare la consapevolezza che è meglio bussare prima di entrare nelle stanze; per qualche strana ragione, se si fa irruzione si è immancabilmente colti di sorpresa, sebbene il buon senso suggerisca il contrario. La difficoltà dipende dalla strada che si percorre e questo potrebbe invogliare a rigiocare il librogame, se non ci fosse la consapevolezza che le situazioni affrontate sono sempre le medesime e varia solo l’ordine temporale. Sapendo dove trovare i boss e certi oggetti magici utilissimi, perché mai si dovrebbero tentare percorsi diversi, irti di insidie e difficoltà evitabili? Numerose le sviste, secondo me imputabili al playtesting svolto in alcune direzioni preferenziali; il risultato è che quando si percorre la strada all’incontrario emergono svariate lacune. Le illustrazioni interne del librogame lasciano molto a desiderare, mentre le mappe prese in prestito da Endless Games sfoggiano una discreta qualità. Tradimento a Drakenwood si configura come un librogame vecchio stile, con un regolamento solido che non è nobilitato da un adeguato sforzo letterario o da qualche idea accattivante, atta a spezzare la monotonia dell’esplorazione. Ambientazione : 5 Stile di scrittura : 4 Bilanciamento : 8 Interattività : 7 Aspetto grafico : 6 Voto complessivo : 5 Difficoltà : bassa