Tradimento alla Fortezza — recensione di EGO
EGO · 6 marzo 2008 · 8/10
Saruman il Bianco non ti ha voluto come apprendista? Niente paura, ragazzo, il Fosso di Helm vuole TE! Entra nel nostro esercito, diventa guardiano dei nostri spalti in vista dell’imminente attacco dell’esercito di Saruman, così avrai anche la tua rivincita! E così eccoti qui, sentinella di questa nobile e antica fortezza. Stai finendo la ronda, quando… ma aspetta un momento, quello laggiù non è Herulf? E non sta forse consegnando di nascosto un documento ad un individuo che ha tutta l’aria di far parte dello schieramento nemico? Forse sarebbe il caso di indagare! Già, Tradimento alla fortezza è un’altra indagine nella Terra di Mezzo, ma avrà risvolti decisamente più action rispetto a Una spia a Isengard . Perché in realtà smascherare il complotto è solo una collaterale di una situazione ben peggiore: che si riesca o no a trovare le prove del tradimento, ci si ritroverà comunque a combattere in prima persona nella leggendaria battaglia del Fosso, uno dei momenti più emozionanti del Signore degli Anelli . La libertà di scelta è l’elemento di spicco di quest’avventura: molte sono le alternative a disposizione, ed è quindi possibile seguire vari percorsi. Non c’è più la struttura aperta del primo volume: Tradimento alla fortezza è un “normale” librogame, lineare dall’inizio alla fine, senza possibilità di esplorare liberamente i luoghi. E questo è un vantaggio: innanzitutto è un’impostazione più adatta al gioco in singolo, e in secondo luogo riduce al minimo le parti puramente di contorno, che infatti qui sono ben poche e ben sfruttate, come la cripta abilmente nascosta all’interno dei tunnel sotterranei, un piccolo extra che può offrire degli interessanti bonus per il gioco. Altro aspetto positivo del “libero arbitrio” lasciato al giocatore è che esso è tale anche sul piano morale: non esistono scelte più giuste, non esiste una condotta preferibile che possa essere tradita ricevendo punizioni (a parte quella del baro: vedi paragrafo 198 ). Se vuoi svelare il complotto puoi farlo, ma se non te la senti di affrontare Herulf faccia a faccia puoi fare tranquillamente il tuo lavoro di sentinella e soldato, senza che ti vengano attribuite delle colpe per questo. Puoi inseguire una spia fin nell’accampamento nemico e puoi invece ucciderla e tornare indietro; puoi fronteggiare il traditore subito oppure alla fine, nel pieno della battaglia, sotto la pioggia battente, in un duello molto impegnativo e terribilmente suggestivo. Il tempo non è un impedimento, perciò chi gioca col sistema semplificato non dovrà sentirsi troppo in colpa. Il personaggio precompilato è anche perfettamente equilibrato per l’avventura, a differenza dell’handicappato di Isengard, e i lanci di dado richiedono punteggi onesti; c’è qualche morte istantanea che attende chi fallisce determinati tiri, ma di certo i fan di Joe Dever non troveranno nulla di scandaloso nell’essere trafitti da una freccia durante una battaglia. Trovo che Tradimento alla fortezza faccia del suo regolamento un uso nettamente migliore del libro precedente: i combattimenti sono molto più numerosi e le abilità vengono tutte messe alla prova. Si può avere da ridire sulla povertà ludica della grande battaglia del Fosso, ridotta ad una serie di duelli corpo a corpo e di tiri di dado, e in effetti si sarebbe potuto fare di più, anche se non è proprio facile dire che cosa: del resto, una battaglia è una battaglia, e un soldato non ha molto altro da fare. La parte investigativa è piuttosto breve, ma si mescola bene con il resto dell’avventura ed è ammirevole il gran numero di modi in cui la si può risolvere. Infine, è stata accuratamente pensata l’integrazione degli aspetti ludici del libro con altre avventure, di questa stessa serie come di GiRSA. Tradimento alla fortezza è un librogame molto gradevole, con ampio potenziale di rigiocabilità, ideato con cura, soddisfacente da giocare. Tutto quel che gli manca è una trama più corposa e interessante, ma come breve avventura GdR in singolo (forse pensat…