Usurpatore! — recensione di EGO

EGO · 15 giugno 2008 · 9/10

Finalmente, dopo la lunga attesa trascorsa dalla rivelazione fatta da Yaemon in punto di morte, Vendicatore apprende il segreto delle proprie origini: suo padre era il sovrano di Irsmuncast, la città che da sempre fa da scudo a Orb contro le creature dell’abisso chiamato Rift, il ricettacolo di innumerevoli mostruose creature. Purtroppo, dopo la morte del vecchio re la città cadde nelle mani di un crudele Usurpatore, il cui regno è fonte di terrore e disperazione per la buona gente di Irsmuncast e fonte invece di prosperità per gli adoratori degli dèi malvagi. Vendicatore deve dunque tenere ancora una volta fede al suo nome e riconquistare il trono che gli spetta per diritto di nascita. La prima parte dell’avventura consiste nel viaggio dall’Isola dei Sogni Tranquilli alla volta di Irsmuncast. Prima di partire sarà possibile apprendere ancora un’ulteriore abilità dell’Arte della Tigre; per l’occasione il Gran Maestro potrà insegnarcene una di due note soltanto a lui. Una permette di capire le intenzioni altrui, l’altra è un utile ausilio al combattimento; niente comunque vieta di rifiutarle entrambe e di imparare qualcos’altro, senza ricevere particolari svantaggi. Il viaggio vero e proprio può essere condotto seguendo due differenti percorsi. Il primo attraversa il sentiero più diretto ed è quello più ricco di incontri con personaggi interessanti, vecchi e nuovi. Il secondo, invece, permette di viaggiare in compagnia del vecchio amico, il Ranger Glaivas, ed è il percorso più evocativo perché passa per l’oscura Valle dei Lich-Kings e prevede anche un viaggio nella dimensione onirico-ultraterrena già visitata in diverse occasioni con alcuni maestri. A parte l’evidente citazione del Signore degli Anelli , che del resto gli autori avevano già inserito quasi identica in Talisman of Death , questa seconda strada mi pare la più avvincente e coerente, tanto che l’altra sembra piuttosto un piccolo ripiego costituito da una raccolta di avversari ansiosi di vendetta. Ad ogni modo, entrambe le possibilità offrono un’avventura della qualità che ci si aspetta da Ninja . Varcate le porte di Irsmuncast la situazione cambia completamente registro. Vendicatore ora deve garantirsi l’appoggio delle fazioni cittadine per ricevere supporto alla rivoluzione che rovescerà l’Usurpatore, e per farlo deve rivelarsi buon diplomatico, scegliendo gli alleati corretti e facendo attenzione a dire la cosa giusta alle persone giuste. Questo intermezzo “politico” suona particolarmente strano dopo l’ininterrotto flusso di azione che si era visto finora, eppure bisogna riconoscere che è stato preparato con altrettanta cura e richiede la stessa attenzione al dettaglio per poter essere condotto con successo. Una volta trovato l’aiuto necessario il libro entra nella sua roboante fase finale, che consiste nel raggiungere l’Usurpatore nel suo palazzo e sconfiggerlo in un duello mortale, che si rivelerà molto più arduo e drammatico di quanto ci si potesse immaginare (purtroppo la copertina è un tantino troppo rivelatrice a riguardo). Qui si tirano tutte le fila dell’avventura, perché ciò che si è fatto e si è trovato a partire dall’inizio del viaggio può veramente significare la vita o la morte, a un passo dalla vittoria. Secondo me gli autori hanno fatto veramente tutto quello che si poteva per rendere il libro equilibrato, eppure il combattimento con l’Usurpatore potrebbe comunque essere molto difficile anche se si è seguita la strada “ideale”, che permette di acquisire un ulteriore oggetto utile in vista dello scontro. In definitiva questa battaglia dipende dalla fortuna ai dadi piuttosto che dall’abilità del giocatore a interpretare la situazione, e questo lo si potrebbe considerare un piccolo passo indietro rispetto a quanto accadeva nei primi due volumi. Parlo comunque al condizionale, perché in realtà Usurpatore! è un librogame che ancora una volta conferma la consapevolezza di Smith e Thomson riguardo alla stesura di un libro di questo tipo. Il racconto è sem…

Usurpatore!