Watson sotto Accusa — recensione di Gurgaz

Gurgaz · 11 novembre 2007 · 6/10

Titolo originale : The Crown vs. Dr. Watson Autore : Gerald Lientz Anno : 1988 Illustrazioni : Bob Versandi Copertina : Daniel Horne Traduzione italiana : Roberta Gefter Wondrich (1991) Il quarto episodio di Sherlock Holmes inizia nel modo più imprevedibile. Quasi a voler spezzare repentinamente la continuità della serie, viene proposta una collocazione temporale diversa: il mitico Sherlock Holmes è defunto, non si sa né come né perché, mentre il Dr. Watson vive un’esistenza grama, turbata dalla perdita dell’inseparabile compagno e della moglie. Negli ultimi tempi sembra però aver trovato nuovi stimoli in una relazione amorosa, ma è proprio questa che alla fine lo mette nei guai. Una serata al Club dei Tre Continenti si conclude con un tragico omicidio. Sir Terrence Milton, famigerato truffatore, viene assassinato dopo un’accesa lite con Watson. Sebbene tutti conoscano l’integrità morale del dottore, gli indizi lo accusano impietosamente: il fatto che sia stato l’ultimo ad aver lasciato la stanza dove si trovava Sir Terrence, il diverbio seguito ad un’offesa ed un vecchio risentimento per alcuni affari andati a male sono tutti indizi a suo carico. David Phillips, cugino di Watson (in base al volume 3, qui non si dice nulla), è chiamato dal fratello di Sherlock Holmes, Mycroft, affinché indaghi sulla vicenda ed eviti l’arresto di Watson. La spiegazione del mistero segue un percorso simile a quello de Il Caso Milverton : dapprima si perquisisce il luogo del delitto, quindi si interrogano i numerosi testimoni (soci del club presenti la sera dell’omicidio) e infine si ricercano alcuni personaggi esterni che potrebbero essere coinvolti. Le deposizioni che si possono ascoltare sono davvero tante ed è facile che verso la fine subentri la noia e la disattenzione, forse perché si fatica ad ottenere un Indizio decisivo. Per contro, non appena si interpella un certo testimone si rilevano così tante incongruenze che verrebbe voglia di arrestarlo lì per lì; il bello è che alla fine è proprio lui il colpevole! Da questo punto di vista, Watson sotto Accusa si rivela un bell’esercizio letterario, poco interessante dal punto di vista del gioco e della suspence. Si rileva una certa monotonia negli ambienti, nelle dichiarazioni dei personaggi e nelle calligrafiche illustrazioni di Bob Versandi. La scrittura è ineccepibile e perfettamente appropriata: quel che manca è un minimo di varietà nell’azione. Il caso si risolve interrogando i testimoni e raccogliendo Indizi , ma la prima parte è preponderante. Ciò che delude è la scoperta del colpevole, che è proprio la persona che fin dall’interrogatorio ha destato sospetti. Assai insoddisfacente il finale “con successo”, soprattutto se paragonato al finale “con spiegazione del caso” al paragrafo 435! Non ho registrato squilibri nei lanci di dado, né grossi problemi nel reperire le informazioni volute. Tutto è gestito in modo corretto da Gerald Lientz, di certo l’autore più equilibrato nel gestire il regolamento di Sherlock Holmes . Si percepisce l’assenza di un’investigazione stimolante e della complessità del mistero, autentici punti di forza del terzo volume. Watson sotto Accusa è un librogame privo di pecche ma anche avido di emozioni e colpi di scena efficaci. Ambientazione : 6 Stile di scrittura : 8 Bilanciamento : 7 Interattività : 6 Aspetto grafico : 5 Voto complessivo : 6 Difficoltà : bassa

Watson sotto Accusa