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Indice principale : Librogame E.L. - Singoli Libri : Dimensione Avventura : 

Categoria: Librogame E.L. - Singoli Libri Dimensione Avventura
Titolo: 06 - L'Isola del Re Lucertola  Piu' letteValutazione: 7.00  Letture:1540
Descrizione   Ian Livingstone
Descrizione   Di ritorno da una difficile missione, decidi di passare qualche giorno di riposo nella tranquilla Baia delle Ostriche, dove abita il tuo amico Mungo... ma il Destino ha deciso diversamente, e ti trovi coinvolto in una nuova avventura: la liberazione degli schiavi che lavorano nelle miniere dell’Isola del Fuoco, un luogo maledetto dove regna una creatura mostruosa e crudele.
Valutazione media: (1) (10)
Data pubblicazione 26/2/2007
Inviata da: Gurgaz il 15/4/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 8 8
Descrizione
     Titolo originale: Island of the Lizard King
Autore: Ian Livingstone
Anno: 1984
Illustrazioni: Alan Langford
Copertina: Iain McCaig
Traduzione italiana: Angela Izzo (1991)

Il sesto episodio di Dimensione Avventura è un’avventura colorita ed avvincente, inserita in uno splendido scenario esotico. Sull’Isola del Fuoco, ex colonia penale, spadroneggia un fantomatico Re Lucertola: dopo aver preso il controllo di una piazzaforte delle miniere d’oro, l’ambizioso umanoide ha ordinato incursioni sulle coste vicine per rimpolpare le schiere dei suoi schiavi. Al solito il protagonista possiede un’indole avventurosa, perciò non si fa pregare due volte e si reca nel dominio del Re Lucertola per liberare gli sfortunati prigionieri.

Si racconta che il malefico sovrano fosse stato una semplice guardia delle carceri e l’origine del suo potere è avvolta nel mistero; per terminare con successo la missione è indispensabile capire cosa ha trasformato il Re Lucertola in un essere superiore e come è possibile affrontarlo ad armi pari. La strada verso la verità è costellata di insidie e pericolosi avversari, perché il Re Lucertola ha trasformato l’Isola del Fuoco in un vero inferno, mascherato da acque cristalline e foreste lussureggianti.

Non è troppo difficile trovare il true path e probabilmente al secondo tentativo sarà già chiaro come procedere. Il fattore che mi spinge a considerare alta la difficoltà del librogame è il suo vistoso sbilanciamento: ci sono combattimenti a iosa, spesso molto impegnativi. Come è la prassi, ho tentato di terminare il librogame con un personaggio di caratteristiche medie (Abilità 9, Resistenza 21, Fortuna 10), ma non c’è stato verso. Troppi scontri inevitabili, troppe occasioni in cui il libro OBBLIGA il giocatore a tentare la Fortuna; il tutto in barba alla dichiarazione iniziale, che assicura l’esistenza di una strada che permette di completare l’avventura, a prescindere dai punteggi ottenuti con i dadi.

Purtroppo questa è una pia illusione, perché L’Isola del Re Lucertola pullula di nemici agguerriti, trappole subdole e situazioni rischiose, la maggior parte delle quali non può essere evitata in alcun modo. Basti pensare al bivio presente al paragrafo 1: da una parte si affronta un Granchio gigante con Abilità 10, dall’altra si deve sostenere un combattimento in inferiorità numerica e poco dopo sfidare il capitano dei pirati. In entrambi i casi è probabile che la Resistenza del protagonista sia già più che dimezzata, a pochi paragrafi dalla partenza. Usare la Fortuna in combattimento è assolutamente sconsigliato, perché ci sono un sacco di momenti cruciali che richiedono un controllo (non si dimentichi che tentare la Fortuna implica la perdita di un punto anche in caso di insuccesso). Per essere sicuro del fatto mio, ho rigiocato il librogame con un personaggio con Abilità 12: l’ho terminato con soli 6 punti di Resistenza residui. Tutto questo percorrendo il true path, consumando le razioni di Provviste (il librogame tende a farle perdere in mille modi) e scegliendo perfino la pozione per il recupero della Resistenza!

Peccato che Ian Livingstone abbia voluto strafare con i combattimenti, perché la storia e l’ambientazione proposti sono assai validi. Trovo interessante la struttura dell’avventura, articolata in piccole missioni strettamente correlate: individuazione delle miniere, liberazione degli schiavi, ricerca dello Sciamano, assalto al forte del Re Lucertola. In ogni momento si ha ben chiaro qual è l’obiettivo e la presenza di numerosi trabocchetti obbliga a stare in guardia. Il testo è accompagnato dai pregevoli disegni di Alan Langford, che non lesina inchiostro per rappresentare le varie creature incontrate.

L’Isola del Re Lucertola possiede un’ampia schiera di pregi, ma è afflitto da seri problemi di bilanciamento. Non me la sento di giudicarlo negativamente per questo: mi limito ad avvertire chi si accinge a leggerlo che potrebbe incontrare grandi difficoltà nel finire l’avventura, a meno che non decida di partire con i punteggi al massimo.

Ambientazione: 9
Stile di scrittura: 8
Bilanciamento: 4
Interattività: 9
Aspetto grafico: 8

Voto complessivo: 8
Difficoltà: alta

Inviata da: lonewolf79 il 5/9/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 7 7
Descrizione
     Titolo italiano: L' isola Del Re Lucertola

Titolo originale: Island of the Lizard King

Autore:Ian Livingstone

Illustratore:Alan Langford

Un avventura interessante e avvincente ideata da Ian Livingstone. Ecco come si puo' definire L'Isola del Re Lucertola.

Sull’Isola del Fuoco, ex colonia penale, Il Re Lucertola ha il potere.Egli ha preso il controllo di una piazzaforte delle miniere d’oro, ordinando incursioni sulle coste vicine per aumentare i suoi schiavi.
Noi interpretiamo l' avventuriero (classico!) che si reca nel dominio del Re Lucertola per liberare gli schiavi .
Il Re Lucertola una volta era stato una semplice guardia delle carceri e l’origine del suo potere è avvolta nell' oscurità.
Oltre a un percorso pieno di pericoli e trappole varie dovremo pertanto capire l' origine del potere del Re Lucertola,in modo da poterlo battere.

Il librogame è veramente ostico e difficile. Se non si ha un personaggio con punteggi alti scordatevi di finire il volume.Calcolando che la perdita di punti resistenza è molto alta e abbastanza continuativa.Certo possiamo usare la fortuna ( e il solo testo richiede molti controlli) , le provviste per recuperare punti,e all'inizio scegliere una pozione magica.
In tutti i casi il librogame resta difficilissimo!

L' ambientazione è molto bella, strutturata ad incastri con piccole sottotrame e la grafica riesce ad alzare di molto il livello del libro.Peccato che i difetti di bilanciamento riescano a non fare apprezzare il tutto ma a far venire un po' di nervoso......( ovviamente a livello di gioco).


Interattività (cioè quanto il LG sfrutta le potenzialità a sua disposizione): 7
Stile di scrittura (quanto l'autore sa coinvolgere per qualità letteraria): 7
Ambientazione (quanto l'autore sa coinvolgere per la ricchezza dei luoghi e dei fatti): 8
Bilanciamento (equilibrio tra le regole e l'effettiva difficoltà): 3
Grafica: 8

Voto complessivo:7
Difficoltà: Alta

Inviata da: EGO il 7/11/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 6 6
Descrizione
     Non credo che La Foresta Maledetta abbia creato una grande attesa per altre opere di Ian Livingstone. Saggia dunque la decisione da parte di EL di pubblicare L’isola del Re Lucertola, libro dalla struttura completamente antitetica al precedente e, in effetti, abbastanza unico nella produzione di Livingstone. A dirla tutta, anzi, questo volume è una mosca bianca anche nel complesso della serie apparsa in Italia, perché è l’unico in cui il concetto di true path scompare in favore di un’organizzazione dell’avventura più permissiva di quanto sia lontanamente immaginabile; una vera boccata di ossigeno dopo gli angusti percorsi di tutti i libri precedenti, ma anche, ironicamente, uno dei maggiori punti deboli del libro.

L’antefatto è quanto mai livingstoniano nella sua semplicità: il protagonista sta andando in una tranquilla baia di pescatori a trovare un suo vecchio amico, ma scopre che i maschi della comunità sono stati portati via da un piccolo esercito di Uomini Lucertola, allo scopo di essere fatti schiavi nelle miniere del crudele Re. L’eroe e il suo amico Mungo salpano quindi alla volta dell’Isola del Fuoco per abbattere la tirannide del mostro. Questa introduzione consente a Livingstone di citare compiaciuto i suoi due libri precedenti, ma i riferimenti vanno irrimediabilmente persi per il lettore italiano che non ha potuto leggerli: Port Blacksand è infatti l’ambientazione di City of Thieves, mentre il “Sotterraneo Mortale” di cui parla Mungo è il celeberrimo Deathtrap Dungeon.
Una volta sbarcati sull’isola ci troviamo in un setting che ricorda abbastanza la Foresta Maledetta, ma non ne conserva la struttura di labirinto incomprensibile. In effetti quello che colpisce è la linearità del libro, costituito da una serie di percorsi paralleli che si riuniscono periodicamente in occasione di determinati checkpoint. Ciò che differenzia i vari sentieri sono i nemici e gli oggetti che ci si può trovare, ma in realtà il libro non presuppone di raccogliere nessun oggetto obbligato (se conoscete i libri di Livingstone, capirete perché questo è un miracolo, e nemmeno tanto piccolo). Seguire una strada e perdersi l’oggetto dell’altra significa dover subire un malus di qualche tipo più tardi, ma è ben poca cosa davvero in confronto alle classiche morti istantanee di cui L’isola del Re Lucertola è sostanzialmente privo; per trovarle bisogna cercarle a tutti i costi, ed è difficile che capiti, in un’avventura che non richiede di andare a frugare ogni angolino.

Non sarebbe dunque impossibile finire il libro addirittura al primo tentativo; pensate che, in un eccesso di generosità (o di stanchezza?), l’autore ha addirittura reso facoltativa un’importante sezione dell’avventura, sezione che, in mano a qualcun altro, sarebbe stata uno spietato distributore automatico di morte. E invece no: le prove proposte si possono fallire senza penalità, o ci si può perfino rifiutare di affrontarle, e l’unica conseguenza sarà la perdita di informazioni che non sono assolutamente vitali. Non ci sono codici numerici, parole d’ordine, oggetti chiave, nessun ostacolo alla vittoria se non l’odiosa tentazione a cui Livingstone cede sempre e comunque: una raffica di avversari con punteggi di Abilità che toccano volentieri le 10 o 11 unità. I combattimenti obbligatori sono almeno una dozzina, e tra questi e i continui Tenta la fortuna - la cui frequenza eccede il buon senso - non passerà minuto senza lanciare i dadi. Comunque, rimane assodato che partendo con Abilità 12, e seguendo la strada che permette di conservare le Provviste, finire L’isola del Re Lucertola sarà quasi una formalità.

Se questo libro non può vantare la profondità e la complessità degli inediti di Livingstone, è d’altra parte un gradito diversivo che permette a chiunque di completare un Dimensione Avventura. Lo stile è asciutto e i paragrafi brevi, ma come sempre nelle opere di questo autore ci sono alcune idee molto buone, soprattutto il segreto del potere del Re Lucertola. L’atmosfera non è un granché, ma ci sono delle ottime illustrazioni interne ad opera di Alan Langford (comprese un paio di donnine interessanti), e la copertina è un capolavoro. Capolavoro che L’isola del Re Lucertola come librogame non è, e che probabilmente non sarebbe stato nemmeno con una maggior cura. C’è del potenziale sciupato, e anche molto, ma come avventura accessibile e di puro intrattenimento ha il suo perché.


ERRATA CORRIGE

220: il risultato dei dadi va comparato alla Resistenza, non all’Abilità.
275: guadagni 2 punti di Abilità.
277: perdi 3 punti di Abilità.

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