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Indice principale : Librogame E.L. - Singoli Libri : Dimensione Avventura : 

Categoria: Librogame E.L. - Singoli Libri Dimensione Avventura
Titolo: 08 - Missione per un Samurai  Piu' letteValutazione: 8.33  Letture:1515
Descrizione   Mark Smith e Jamie Thomson
Descrizione   Torme di banditi infestano quello che un tempo era il pacifico territorio di Hachiman, mentre i barbari minacciano di nuovo i confini. La causa di tutto è la scomparsa di Singing Death, “la morte che canta”, una spada dorata di poteri straordinari. Tocca a te, il campione dello Shogun, il samurai in grado di affrontare qualsiasi pericolo, ritrovare la magica spada e con essa riportare pace e serenità nella tua terra.
Valutazione media: (1) (10)
Data pubblicazione 26/2/2007
Inviata da: Kensei il 25/4/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 8 8
Descrizione
     Missione per un Samurai è uno degli ultimi Librogame che ho letto e per ora quello che gradisco di più, forse perchè mischia Samurai e Fantasy con tanto di Non-morti per creare un miscuglio che io gradisco parecchio.
In questa avventura impersonerete il campione dello Shogun della piccola terra di Hachiman, zona posta a Kull, una delle 3 zone principali di Titan.
Voi sarete un samurai esperto di spada chiamato con l'appellativo di Kensei, ovvero Spada Santa (e ciò che è strano è che io non centro niente).

Il vostro compito è quello di riprendere la mistica spada del vostro signore, la Singing Death,la Morte che Canta, perchè chi la possiede dominerà tutta Hachiman. Infatti è stata rubata e con i barbari all'orizzonte sarebbe difficile comandare tutto, specialmente senza la prova dell'autorità. All'inizio del libro dovrete scegliere la vostra arte scegliendo tra Iai-jitsu (arte di sguainare velocemente la spada sfruttando un danno in più all'inizio dello scontro), Karumijitsu (arte di usare salti eroici che spesso ci salvano la pelle), Kyujutsu (arco e frecce samurai, quest'arte rende tutto molto più facile, ma da un problema di cui parlerò in seguito) e Ni-ToKenjutsu (l'arte inventata da Musashi, 2 spade, con un pò di fortuna darete danno doppio).

Le regole sono quelle standard della serie Dimensione avventura (tentare la fortuna, punteggi di abilità, resistenza, varie provviste e classico stile di lotta) con l'aggiunta dell'Onore. Componente principale del libro. Si parte con 3 punti di onore. Questo è fondamentale e per accrescerlo è necessario compiere imprese eroiche, combattere fino alla fine, dare prova di essere il vero campione dello shogun; se l'Onore diventa zero (a seguito di azioni sempre codarde) vi aspetta il suicidio.
Usando il kyujutsu per esempio alcune azioni saranno disonorevoli, come penetrare in una fortezza ammazzando le guardie una dopo l'altra sfruttando l'elemento sorpresa.

Già dal primo paragrafo potrete scegliere che zona visitare e questo potrebbe dividere il libro in due percorsi che andranno comunque a trovare Ikiru (il signore oscuro dei demoni che ha rubato la Singing Death) anche se taluno è più difficile dell'altro.
I mostri che incontreremo faranno parte per lo più del folclore giapponese (Kappa, Rokurokubi, ragni tessitori) insieme a altri vari samurai e ronin; altra componente di avversari farà parte della "cultura europea" con miscugli... Per esempio un samurai zombie o addirittura scontri con degli scheletri.
L'avventura è abbastanza divertente e spesso si morirà nelle occasioni più strane nonostante alcuni scontri siano lunghi e/o difficili. Parte molto bella dell'avventura sarà il cosiddetto Torneo delle Pianure dove, sfidato da un Dai-Oni, dovremo cercare alleati sfruttando oggetti che troviamo sul nostro cammino... Gli alleati saranno dai più vari... Tatsu, Kirin, Tigri e persino cavalieri occidentali. Più alleati porterete dalla vostra parte e più facile sarà sconfiggere il dai-oni.

Dovrete conoscere il segreto della Singing Death per poter usarla e lo scoprirete solo dopo varie avventure, ma vi garantisco che una volta trovata tutto sarà più facile.

Ambientazione: 8
Stile di scrittura: 7
Interattività: 7
Aspetto grafico: 8
Voto complessivo: 7,5
Difficoltà: Media

Inviata da: Gurgaz il 25/4/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 8 8
Descrizione
     Titolo originale: Sword of the Samurai
Autori: Mark Smith e Jamie Thomson
Anno: 1986
Illustrazioni: Alan Langford
Copertina: Peter Andrew Jones
Traduzione italiana: Mariangela Bruna (1992)

Credevo che Missione per un Samurai fosse ambientato nel mondo di Orb, introdotto per la prima volta da Smith e Thomson proprio all’interno della collana Fighting Fantasy. Invece questa storia è situata nel mondo di Titan, nella parte orientale del continente di Khul, che ha le sembianze di un Giappone contaminato dal fantasy più classico.

Il protagonista è il campione dello Shogun di Hachiman, un samurai chiamato Kensei (spada santa). Fedelissimo al suo signore, il guerriero accetta un nobile incarico: recuperare la spada Singing Death, la cui assenza ha privato lo Shogun dell’autorità sui suoi vassalli, molti dei quali sono insorti contro il legittimo sovrano. Il sacro katana è stato rubato da Ikiru, Signore delle Ombre, un temibile mago che sta radunando un esercito per conquistare Hachiman.

L’avventura è strutturata secondo due percorsi che si riuniscono nella parte finale. In entrambi si possono reperire degli oggetti speciali, che torneranno utili a tempo debito per conquistarsi degli importanti alleati. Prima di sfidare Ikiru, infatti, il samurai dovrà avere ragione di un Dai-Oni (Signore dei Demoni) e dei suoi seguaci nel cosiddetto Torneo delle Pianure; contro ciascun nemico va scatenato il giusto compagno, altrimenti la situazione si farà drammatica. Anche il duello finale con Ikiru sarà influenzato dalle scelte precedenti in maniera determinante.

In Missione per un Samurai sono proposte numerose regole addizionali. La prima è il punteggio di Onore, vitale per un samurai (zero significa seppuku, cioè suicidio rituale) e risolutivo in più occasioni. È necessario comportarsi in modo da incrementare l’Onore e non abbassarlo, altrimenti si incorrerà in grossi guai nella parte conclusiva. La seconda regola è la maestria in un’arte particolare: Kyujutsu (tiro con l’arco), Iaijutsu (colpo rapido ad inizio combattimento), Karumijutsu (acrobazia) o Ni-to-Kenjutsu (combattimento con due spade). Sebbene l’arco e l’acrobazia possano sembrare più versatili, in quanto applicabili fuori dalle normali meccaniche del combattimento, le altre due discipline non sono da disprezzare, perché gli scontri sono impegnativi. I nemici hanno una Resistenza insolitamente elevata e non mancano i combattimenti contro più avversari; in questi casi lo Iaijutsu e il Ni-to-Kenjutsu sono impagabili. Credo però che sia praticamente impossibile finire il librogame con Abilità inferiore a 10.

A parte questo problema di bilanciamento, non così lampante, ho notato la netta disparità tra un percorso e l’altro. Se uno è abbastanza facile e presenta un solo punto critico (il Tatsu), l’altro è irto di pericoli micidiali, dal villaggio dei Rokuro-Kubi alla misteriosa pagoda scarlatta, dove non si capisce bene quale logica dovrebbe guidare il giocatore. Ad ogni modo, l’ambientazione mi è piaciuta un sacco e i paragrafi sono articolati in maniera impeccabile. Ci sono molti combattimenti, ma grazie alle arti si riesce a spezzare la monotonia degli scontri tipica di Dimensione Avventura.

Un titolo riuscito, divertente e ricco di spunti suggestivi, anche per chi non è troppo appassionato a storia e mitologia orientale. C’è la curiosa impressione che la missione sia condizionata da eventi casuali (l’incontro con Ginsei, l’attacco dei Kappa, il ritrovamento del Ventaglio della Compagnia Dorata, ecc...); inoltre, dappertutto regna un’atmosfera onirica, come se il confine tra sogno e realtà diventasse sempre più sottile man mano che ci si avvicina al dominio di Ikiru. In fin dei conti, questo conferisce alla missione un tono epico di predestinazione. Un altro buon librogame che accresce il prestigio della serie.

Ambientazione: 9
Stile di scrittura: 8
Bilanciamento: 7
Interattività: 8
Aspetto grafico: 9

Voto complessivo: 8
Difficoltà: media

Inviata da: EGO il 7/11/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 9 9
Descrizione
     E’ fin troppo facile apprezzare un libro quando contiene elementi che vanno a toccare le corde delle tue passioni più occulte. Le regole e l’introduzione di Missione per un samurai, per esempio, contengono abbastanza nomi e riferimenti giapponesi da catturare subito il mio interesse, specialmente grazie all’effettiva conoscenza della lingua e della cultura del Sol Levante da parte dei due autori Mark Smith e Jamie Thomson – non per niente autori della celebre serie Ninja. Un’efficace creazione del setting di una storia è fondamentale per creare una trama avvincente, e in questo l’ottavo volume di Dimensione Avventura riesce in pieno. Nel continente di Khul, il regno di Hachiman è nel caos da quando il terribile Ikiru, Signore delle Ombre, ha rubato la Dai-katana, la spada dello Shogun, nota come Singing Death. Come per la Excalibur della tradizione sassone, chi possiede Singing Death governa il Paese, e la gente comincia a non riconoscere più lo Shogun come il vero sovrano. Egli ci incarica dunque della difficilissima missione di recuperare la spada e uccidere Ikiru.

La grande fantasia di Smith e Thomson è ben nota agli estimatori di Ninja, e si abbina alla loro competenza nella mitologia giapponese per creare un’avventura assolutamente unica. Nel regolamento troviamo subito una grande idea, la possibilità di scegliere una di quattro abilità speciali. Due permettono di infliggere più danni in battaglia, mentre le altre due sono, rispettivamente, la capacità di eseguire balzi poderosi e il tiro con l’arco. Quest’ultimo prevede anche l’uso di diversi tipi di frecce, a seconda dei casi. La trovata è molto bella perché concede un certo livello di personalizzazione del proprio alter ego, avvicinandosi a Lupo Solitario nella gestione delle abilità speciali e consentendo quindi di affrontare alcune situazioni in modi diversi; allo stesso tempo, però, nessuna delle abilità è fondamentale, mai, e quindi la sua mancanza non si traduce in un’impasse.
Altra novità è il punteggio di Onore, che varia in base al nostro comportamento e, se elevato, dà accesso ad alcune facilitazioni verso la fine dell’avventura. La rigorosità dell’ambientazione permette di compiere azioni che in altri libri sarebbero sbrigativamente reputate immorali (come uccidere un nemico che si è arreso, o attaccare dei contadini ribelli) e di guadagnare Onore invece di perderlo, come è tradizione dei guerrieri orientali. E’ facile immaginare, quindi, se l’Onore arriva a zero il personaggio eseguirà il suicidio rituale.

Per quanto riguarda l’avventura vera e propria, c’è ben poco da obiettare. Ottima l’idea di presentare al primo paragrafo un bivio che sbocca su due percorsi completamente separati, che non si incontreranno se non nel luogo degli eventi finali; questa scelta funziona da autentico “selettore di difficoltà”, perché una delle strade è sorprendentemente breve e abbastanza facile, mentre l’altra è costellata di nemici molto potenti e di morti istantanee alla Ninja, anche se un po’ più oneste e prevedibili. Entrambi i sentieri sono comunque molto soddisfacenti in quanto a sfida e a varietà, e il giocatore è incoraggiato ad esplorare il più possibile perché verrà il momento in cui gli sarà chiesto di rendere conto degli oggetti che ha trovato, nonché di usarli nel luogo e nel momento giusto: ed è solo uno dei tanti stuzzicanti enigmi del libro, che introduce in questa serie anche degli indovinelli basati sulla trasposizione delle lettere in numeri, un ottimo sistema a prova di baro. Anche la sfida finale è stata realizzata con gusto e fantasia, a coronare una ricetta veramente ben riuscita.
C’è solo una critica che mi viene da muovere a questo libro eccellente, e riguarda i combattimenti, veramente assurdi. Ce ne sono davvero troppi per i gusti di chiunque, e la maggior parte dei nemici ha punteggi di Abilità e Resistenza senza senso. Se consideriamo anche che non poche battaglie hanno delle condizioni speciali, il risultato finale è un continuo lanciare dadi che non offre grandi certezze nemmeno al personaggio che parte con il massimo di Resistenza. Io sono abituato a non iniziare mai un Dimensione Avventura se non tiro almeno un 4 nel determinare l’Abilità, ma qui mi sembra veramente difficile spuntarla anche partendo con 11 punti. Non lesinate sulle Provviste, anche in previsione di alcuni check di Resistenza al momento meno opportuno.

Posso quindi ritenermi pienamente soddisfatto, quando non deliziato, da questo grande librogame di Smith e Thomson, forse la loro opera migliore. E’ scritto in modo stupendo, non ha le solite fastidiose autocitazioni dal mondo di Orb, il ritmo e il coinvolgimento sono fantastici e i disegni di Alan Langford sono davvero da urlo, e per una volta nessuno dei momenti topici del libro viene lasciato senza illustrazione; per di più, lo stile di Langford si sposa a meraviglia con l’atmosfera del testo, e ricorda molto i lavori di Bob Harvey per Ninja. Perfino la copertina di Peter Andrew Jones ha un’effettiva attinenza con il contenuto del libro! E poi, nella pagina del titolo, ecco comparire una scritta veramente confortante: “tradotto da Mariangela Bruna”. Deo gratias! La Bruna ha avuto i suoi momenti bui, ma è un grande passo avanti rispetto agli imperdonabili errori di Angela Izzo.
Dopo La Rocca del Male, Missione per un samurai* è il primo Dimensione Avventura che mi sento di consigliare a chiunque senza riserve.


*Curiosità: il titolo originale del libro è La spada del samurai, ma c’è già un librogame EL con lo stesso titolo, il numero 6 di Time Machine.

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