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Indice principale : Librogame E.L. - Singoli Libri : Realtà Virtuale : 

Categoria: Librogame E.L. - Singoli Libri Realtà Virtuale
Titolo: 02 - L'Abisso dei Morti Viventi  Piu' letteValutazione: 10.00  Letture:1999
Descrizione   Dave Morris e Mark Smith
Descrizione   In una fragile scialuppa, insieme ai tuoi compagni di fuga, affronti i mille pericoli dell’oceano. Dietro di te il sanguinario pirata Skarvench, il quale oltre a covare la sua personale vendetta deve anche impedirti di rivelare i suoi piani criminosi. Ma le parti potrebbero anche invertirsi, e l’inseguito potrebbe trasformarsi in inseguitore... Squali, galeoni, tesori, inseguimenti, torture, e poi la cristallina superficie del mare, e l’intensità malinconica ed infuocata del tramonto...
Valutazione media: (1) (10)
Data pubblicazione 28/2/2007
Inviata da: EGO il 25/8/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 10 10
Descrizione
     Dave Morris. Basterebbero queste due parole per far intuire che cosa ci si può aspettare dal secondo, eccezionale volume di Realtà Virtuale. Ci voleva lui, il più prolifico ed eclettico degli autori di gamebook, per dimostrare tutte le potenzialità di questo sistema di gioco senza dadi, per risollevare rapidamente ed efficacemente la serie dopo il faux pas compiuto da Mark Smith col primo volume. Ma anche per chi conosce i libri di Morris, L’abisso dei morti viventi va ben al di là delle aspettative, offrendo un libro assolutamente indimenticabile.

Un’introduzione di oltre sei pagine ci presenta la vicenda: interpretiamo un mozzo della nave del terribile pirata Skarvench, il terrore del Mar dei Caraibi, che ci ha fatti prigionieri durante un arrembaggio due anni prima. Dopo aver assistito al brutale assassinio di un membro dell’equipaggio da parte del crudele capitano, ci mettiamo d’accordo con tre altri marinai ribelli per abbandonare la nave e cercare un modo per vendicarci delle malefatte di Skarvench.
La prima parte dell’avventura va a costituire quindi un eccitante viaggio in mare alla volta di una città dove trovare aiuto e informazioni; una volta approdati sulla terraferma, dovremo scoprire invece i piani di Skarvench e organizzare l’attacco che porterà alla sua sconfitta.

Il librogame è un magnifico meccanismo dove nulla è lasciato al caso, un congegno di impeccabile precisione. Partita dopo partita, bivio dopo bivio, il lettore scopre un’avventura che lo avvince completamente, che lo rende veramente protagonista e arbitro di tutti gli eventi. Non c’è niente di illogico, di insensato, di fuori posto. La successione dei fatti narrati è rigorosa, ogni decisione ha le sue logiche (e spesso prevedibili) conseguenze. Il bilanciamento della difficoltà è assolutamente perfetto: le perdite di Energia Vitale sono proporzionate alla situazione e alle abilità che si possiedono, e il libro può essere portato a termine seguendo una quantità impressionante di strade diverse. Scegliere le abilità giuste può rivelarsi immensamente utile nel facilitarsi il compito, ma qualsiasi personaggio può arrivare alla fine dell’avventura, a prescindere dalle sue caratteristiche iniziali. Certo, è molto probabile che i primissimi tentativi si areneranno in un’impasse che richiede un oggetto o una parola d’ordine che non si è riusciti a trovare; ma ripetere l’avventura, provando strade nuove, dà un piacere che pochissimi altri libri riescono a offrire, e non è escluso che, anche dopo averlo finito, lo si giochi ancora per scoprire tutto quello che non si è visto in precedenza.

Il merito, oltre che nel perfetto equilibrio del gioco vero e proprio, sta nella spettacolare atmosfera che Morris è riuscito a creare. Lo stile è sempre eccellente, vivacissimo, con descrizioni di grande impatto e un ottimo uso della suspense, che vede paragrafi interrotti al punto giusto e il ricorso ad ogni tipo di punteggiatura per aggiungere sapore ad ogni scena. La ciliegina sulla torta sono i dialoghi, probabilmente i più belli, frizzanti, realistici ed efficaci mai scritti in un librogame. Non c’è davvero nessuna scena del libro che non colpisca profondamente il lettore, facendosi ricordare fin nei minimi dettagli. Ci sono numerosi quadretti umoristici che regalano un sorriso liberatorio, ma ciò che davvero lascia il segno sono i momenti horror, scritti con lo stile e la maestria dell’autore del miglior Blood Sword. La nave maledetta e la ricerca del tesoro di El Draque presentano paragrafi che fanno accapponare la pelle, e l’effetto è amplificato da alcuni ottimi disegni del solito Leo Hartas.

L’abisso dei morti viventi è un librogame davvero imperdibile. Volendo essere pignoli, si potrebbe osservare che il titolo c’entra ben poco con la storia, e che il finale fa un breve riferimento ad un evento che il giocatore potrebbe non aver affrontato. Per il resto è una splendida avventura marinara, che riprende ed espande la breve parentesi vista in L’artiglio del Demone, sfruttando in modo suggestivo e originale tutto ciò che ci si può aspettare da un racconto di pirati dei Caraibi. Un capolavoro a pieno titolo.

Inviata da: Gurgaz il 31/1/2008
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 10 10
Descrizione
     Titolo originale: Down Among the Dead Men
Autore: Dave Morris
Anno: 1993
Illustrazioni: Leo Hartas
Copertina: Fred Gambino
Traduzione italiana: Costanza Galbardi e Fabio Accurso (1994)

Nel secondo episodio la penna passa a Dave Morris e già dal prologo si capisce che è tutta un’altra musica. L’Abisso dei Morti Viventi è un’avventura solidissima che mette in risalto le incredibili potenzialità del regolamento di Realtà Virtuale, quando è gestito per ampliare le possibilità invece che per ridurle. L’autore vanta anche uno stile ed una creatività fuori dal comune, che gli permettono di intessere la formidabile tela narrativa di una storia avvincente e densa di idee originali.

Intanto specifichiamo che l’abisso del titolo non esiste. Si tratta di un fraintendimento dell’originaria intestazione, che pare alludere al destino di tutti coloro che muoiono in nave, cioè finire in fondo al mare assieme a tutti gli altri morti. Il librogame narra una storia di pirati, collocata in una versione fantasy dei Caraibi: è la rivisitazione di un classico luogo dell’avventura, eccezionale come ogni lavoro di Dave Morris quando è in preda alla giusta ispirazione. L’autore non ha bisogno di lunghe descrizioni e corposi preamboli per definire l’ambientazione, perché affida tutto alle colorite battute dei suoi personaggi, che hanno pochi eguali in fatto di caratterizzazione.

Al lettore viene offerto un ruolo entusiasmante come pochi, anche perché evolve nel corso della storia: all’inizio è un membro della ciurma dell’infame pirata Skarvench, che per due anni è stato tenuto prigioniero a bordo del suo vascello. Una notte ha la possibilità di fuggire assieme ai fedeli compagni Grimes, Oakley e Blunt, ma prima di abbandonare la nave gli giunge notizia del nuovo stupefacente piano del capitano: rapire la Regina di Glorianne, che presto giungerà in visita presso le colonie del suo regno. Skarvench è un essere ignobile ma non è un millantatore: sicuramente ha in mente qualcosa. Poiché protagonista e compagni hanno giurato di vendicarsi per i soprusi subiti, finiranno anche per ostacolare le mire criminose di Skarvench. Prima però bisogna raggiungere Port Leshand a bordo di una scialuppa di salvataggio, il che comporta la traversata di un vasto tratto di mare con i pirati alle costole.

La varietà dei percorsi e degli eventi in questa prima fase dell’avventura è impressionante. Possiamo finire in mezzo alla bonaccia e crepare di caldo, finire in mezzo a gelide tempeste, oppure sbarcare su isole vulcaniche popolate da cannibali. Tutto ciò che si trova, cioè gli oggetti, ed ogni informazione acquisita, spesso catalogata con il sistema delle Parole d’ordine, avranno un peso notevole nella seconda parte, dove si deve cercare una nave adeguata a sfidare Skarvench prima che catturi la Regina. Sono presenti un paio di checkpoint abbastanza cattivelli, nel senso che tolgono di mezzo il giocatore che non può avvalersi di nessuna delle soluzioni proposte. I metodi per superare gli ostacoli sono molteplici e non c’è una sola scelta disponibile; ad ogni modo sono richieste svariate partite per trovare uno dei numerosi percorsi che portano alla fine. Vale la pena esplorare ogni anfratto del librogame, perché la sua caratteristica è non avere vicoli ciechi; ogni situazione si risolve in un modo o nell’altro e la qualità di fatti, personaggi e luoghi è sempre altissima.

Non manca nulla, ci sono i classici del genere ed accanto ad essi compaiono contaminazioni insospettabili quanto gradite. L’Abisso dei Morti Viventi è uno dei rari librogame che parlano di pirati ed è sicuramente il lavoro più entusiasmante in tale ambito, grazie a proficue iniezioni di magia (la strega Ejada, il Doctor Scriptor), di terrore (il vascello Larnassos, Mortice e il tesoro El Draque) e di autentiche sorprese (il colosso Nettuno, il vascello nell’iceberg ed altro ancora). Sono rimasto veramente estasiato da questa varietà di avvenimenti cui assistere, di oggetti da trovare, di segreti da svelare e di strategie da interpretare, in un’atmosfera coloniale degna delle migliori storie di corsari. Sotto molti aspetti è simile ad un’avventura grafica in stile Monkey Island, in forma di libro. Le illustrazioni di Leo Hartas, che ha collaborato con Morris per Golden Dragon, sono di ottima fattura e completano a dovere il testo, laddove Terry Oakes non aveva saputo convincere.

Non mi limito a classificarlo tra i migliori librogame di Realtà Virtuale, ma lo inserisco tranquillamente nei miei preferiti di sempre. Quest’opera di Dave Morris merita di essere riscoperta e rivalutata, perché è giunta troppo tardi per avere la considerazione che avrebbe largamente meritato.

Errata
Al paragrafo 98 c’è un errore. Se si decide di lavarsi la faccia, il testo dice di scrivere la Parola d’Ordine Promemoria. In seguito, aver segnato tale parola porta come conseguenza il fatto di avere ancora le pitture indigene sul viso, ma questo non è corretto.
Al paragrafo 12 i traduttori ci deliziano con un altro compasso; io scommetto quel che volete che si tratta di una bussola.

Ambientazione: 10
Stile di scrittura: 10
Bilanciamento: 8
Interattività: 10
Aspetto grafico: 8

Voto complessivo: 10
Difficoltà: media

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