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Indice principale : Librogame E.L. - Singoli Libri : Partita a Quattro : 

Categoria: Librogame E.L. - Singoli Libri Partita a Quattro
Titolo: 01 - Caithness l'Elementalista  Piu' letteValutazione: 3.67  Letture:1518
Descrizione   Gildas Sagot
Descrizione   Se hai scelto questo libro significa che hai deciso di entrare nel personaggio di Caithness, una fata che conosce i piu' nascosti segreti degli Elementi naturali. Per ritrovare la tua famiglia hai deciso di abbandonare il mondo fatato di Elfham e di esplorare le terre di Dorgan, e ora sei decisa a portare a termine la tua missione.
Valutazione media: (1) (10)
Data pubblicazione 3/5/2007
Inviata da: EGO il 17/6/2007
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 1 1
Descrizione
     Questo è sicuramente il peggior librogame che io abbia mai letto. Purtroppo per lui, questo volume ha anche la sfortuna di portare il numero 1 ed essere quindi l’apripista preferenziale dell’esplorazione del mondo di Dorgan e degli innumerevoli difetti di questa serie di avventure.

Non c’è motivo di parlare della missione di Caithness; tanto è solo una puerile scusa per gli stessi eventi che accadono in tutti gli altri libri, e tra l’altro ha anche ben poca attinenza col finale. Quello che invece va sottolineato è che nessun altro volume della serie riesce ad annoiare così tanto. Non succede praticamente niente: quasi tutto il libro è fatto di descrizioni che ci vogliono far capire che Caithness è come una bambina in un mondo nuovo e sconosciuto, che lei guarda con occhi perennemente sgranati: i fiori, gli alberi, le rocce, il sole, le stelle, l’acqua, i contadini, i mercanti, le città (salvo poi infuriarsi come una bestia quando non la fanno entrare nei quartieri alti. Mah). Cosa me ne frega, esattamente, se la carne secca offertale dai contadini è “la suola più atrocemente salata” che lei abbia mai mangiato? Io sono qui per giocare! Ma no, niente da fare, Gildas Sagot è troppo irretito dalla sua bravura nel saper scrivere come uno scolaretto particolarmente pedante per ricordarsi che questo è un librogame. Ma in fondo è meglio così: le capacità combattive di Caithness sono così scarse, e la sua Vitalità così ridotta, che bastano al massimo un paio di colpi per farla a pezzi. 9 di Combattività, 1D di danno, nessun incantesimo offensivo vero e proprio; Caithness è la spalla perfetta per l’avventuriero che voglia farne fuori un altro e abbia bisogno di qualcuno che abbassi i punteggi del suo avversario, ma da sola non può badare a se stessa. Tanto meglio, quindi, che non le succeda mai niente! Il nemico finale la può uccidere con un soffio, tanto vale non arrivarci nemmeno. O meglio ancora, tanto vale non aprire nemmeno il libro; se proprio si vuole sapere come finisce, si fa prima ad andare subito al 136 e a risparmiarsi lo strazio di leggere tutto il resto, dove c’è solo un sacco di turismo e una straordinaria quantità di imprecazioni terrificanti come “Fulmini e tempeste!” o “Per le ali di Mederlhin!”

L’unica cosa a cui può servire Caithness l’Elementalista è fungere da palestra per capire come funziona la faccenda del Potere e qual è la successione in cui visitare i luoghi per ottenerlo. Almeno si potranno sfruttare meglio gli altri tre libri. E’ il meglio che si possa ricavare dalla lettura di questo volumetto troppo lungo per i suoi pochi paragrafi, soporifero e comunque impossibile.

Inviata da: Rygar il 11/1/2008
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 4 4
Descrizione
     La protagonista di questo primo volume è la "dolce e fragile Caithness" (parole usate nel testo stesso), un'umana allevata nel regno delle Fate di Elfham che lascia la propria casa adottiva e visita il mondo di Dorgan per ritrovare la propria famiglia. E fin qui non ci sarebbe niente di male... se non fosse che, per finire il libro, non è affatto obbligatorio conseguire questo risultato e, una volta ottenutolo, bisogna comunque trovare uno dei due modi di finire il libro. Come a dire: Caithness sta perseguendo lo scopo di tutta la sua vita, ma la cosa passa in secondo piano di fronte alle necessità del mondo in cui si muove. Ma passiamo oltre.

La suddetta Caithness (che rimane sempre dolce e fragile) inizia a muoversi in questo mondo priva di armi valide o incantesimi offensivi (non per nulla è fragile). In pratica il giocatore deve sperare di schivare abbastanza a lungo quei tre o quattro nemici davvero massicci che si aggirano per Dorgan fino a che non abbia accumulato sufficienti Punti di Potere, e magari qualche oggetto magico, che rendano la nostra Elementalista un po' più competitiva. Il ritrovamento di questi oggetti, spesso dipende da una scelta casuale e non prevedibile: c'è una possibilità su quattro di azzeccare quella giusta, altrimenti si perde per sempre la speranza di portare a casa l'oggetto in questione (o si muore del tutto). Inoltre i poteri magici della nostra eroina sembrano variare senza preavviso: oggi è al livello di Rincewind e non riesce a combinare nulla, domani devasta un'intero territorio perché è arrabbiata.

Il mondo di Dorgan è abbastanza vario e ben descritto, ma le possibilità di azione sono ridotte all'osso. Ci sono diverse locazioni in cui l'esplorazione termina senza che si sia potuta fare una sola scelta, altre in cui ci sono due o tre alternative che però non portano a variazioni sostanziali: l'esplorazione termina comunque e al personaggio non rimane in mano niente di concreto. In alcuni casi, poi, il sistema di gioco non è chiarissimo sull'eventuale possibilità di rivisitare determinate aree, attuando uno sgradevolissimo "effetto loop". Arrivare al finale "cattivo" è relativamente semplice, arrivare al finale "buono" richiede una fortuna sfacciata con tutti i tiri di dado dell'ultimo duello (un solo errore e si rischia di dover ricominciare il gioco dall'inizio).

Insomma, questo libro è una grande occasione sprecata miseramente. L'unica cosa da fare è procurarsi tutta la serie, giocare una sera con tre amici e rifilare il volume di Caithness al più sfigato della compagnia: risate assicurate!

Inviata da: Gurgaz il 17/3/2008
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 6 6
Descrizione
     Titolo originale: Caïthness l’Elémentaliste
Autore: Gildas Sagot
Anno: 1988
Illustrazioni: Bruno Pilorget
Traduzione italiana: Eleonora Baron (1991)

Anzitutto chiariamo subito l’equivoco dovuto all’errata presentazione del librogame: Caithness non è una fata, è un’umana allevata dalle fate di Elfham, un reame incantato situato nel remoto sud. Come tutti i figli adottivi, Caithness è ansiosa di conoscere le sue origini; per questo motivo lascia il mondo fatato per esplorare Dorgan e cercare della sua famiglia. La sorte ha in serbo un destino più grande per la protagonista, il cui controllo degli Elementi può diventare un potente strumento per la salvezza di Dorgan o per la sua distruzione.

Più facile a dirsi che a farsi, perché le caratteristiche base dell’elementalista sono le più scarse dei quattro personaggi. Una Vitalità bassissima ed una Combattività impresentabile stabiliscono la perfetta identità tra combattimento e suicidio, per cui è necessario concentrarsi sui Sortilegi. La forza di Caithness sta nel suo discreto punteggio di Magia, nell’efficacia di molti incantesimi (Torpore, Mimetismo e Metamorfosi costituiscono una combinazione micidiale) e soprattutto nella relativa facilità con cui si possono ottenere, rispetto a quelli di Keldrilh e Kandjar. Nel gioco di squadra, l’elementalista pare destinata automaticamente al ruolo di capogioco, grazie ad un punteggio di Aura assai elevato.

È importante costruire una strategia fin dall’inizio, visitando prima i luoghi meno pericolosi e che contengono alcuni utilissimi bonus e oggetti (la daga di Racha, l’armatura di Mildrith e la fonte magica). Puntare sull’atteggiamento Aggressivo sembra la strategia migliore, forse perché la debole e fragile Caithness possiede in realtà uno spirito selvaggio ed indomabile. Non è detto che attaccare briga sia controproducente, anzi, spesso è la soluzione più favorevole. Sebbene in prima battuta Caithness sia praticamente inerme, al suo massimo livello di potenziamento è in grado di spazzare via qualsiasi avversario, a patto che la sfortuna non ci metta lo zampino.

Come lettura il librogame non è entusiasmante, tuttavia ci sono alcuni momenti che acquisiscono una luce tutta nuova nei panni di Caithness. C’è l’incontro con Meluvina a Fenga, il bambino di Kandaroth e, soprattutto, il retroscena svelato dalla fata Stelliana, che elargisce un dono indispensabile. Le illustrazioni di Bruno Pilorget si contraddistinguono per un buon realismo ed aiutano dove il testo e l’immaginazione arrancano. Peccato per qualche punto prolisso che si legge con scarso interesse.

Ambientazione: 7
Stile di scrittura: 6
Bilanciamento: 6
Interattività: 7
Aspetto grafico: 7

Voto complessivo: 6
Difficoltà: alta

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