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Indice principale : Librogame Stranieri : Fighting Fantasy : 

Categoria: Librogame Stranieri Fighting Fantasy
Titolo: 37 - Portal of Evil  Piu' letteValutazione: 9.00  Letture:942
Descrizione   Peter Darvill-Evans
Descrizione   Nessuno ha mai messo piede nella fitta foresta a ovest delle Cloudhigh Mountain... fino ad ora. La febbre dell'oro ha colpito queste terre inospitali, e le conseguenze sono terrificanti! Un male antico e mortale è stato disturbato, e d'improvviso l'intera zona è terrorizzata da misteriose creature preistoriche.
Spetta a TE, coraggioso e rinomato avventuriero, distruggere questo antico male prima che sia troppo tardi.
Valutazione media: (1) (10)
Data pubblicazione 10/12/2007
Inviata da: EGO il 27/9/2008
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 9 9
Descrizione
     A occhio, Portal of Evil è il volume più spesso di Fighting Fantasy, e la sua offerta narrativa non smentisce l’apparenza. Dopotutto l’autore è Peter Darvill-Evans, uno che scrive buone storie: lo ha provato con Beneath Nightmare Castle, e con questa seconda opera non fa che confermarlo. Il tema portante è sempre quello della corruzione: in seguito alla scoperta di alcune pepite, la foresta alla base delle Cloudhigh Mountains è teatro di una corsa all’oro senza precedenti. Ma ad un certo punto la gente comincia a sparire, e nella foresta appaiono bestie mai viste prima, e con loro una misteriosa razza di umanoidi. Dalla città di Kleinkastel giunge la richiesta di avventurieri che vogliano investigare, e il mistero e la ricompensa promessa ci portano in zona. Si scoprirà poi che gli scavi forsennati hanno riportato alla luce un antico portale dotato di poteri malvagi, che mette in comunicazione Khul con un altro mondo e corrompe l’animo di chi lo attraversa.

Il ritmo di Beneath Nightmare Castle è ben evidente anche in Portal of Evil: si procede pacatamente, senza scossoni emotivi, e rimane quel senso di alienazione per cui non si è mai del tutto sicuri di che cosa stia succedendo e di quali siano le priorità del momento. La struttura del libro corrobora questa sensazione permettendo di saltare degli enormi pezzi di avventura senza avere idea di quanto ci si sta perdendo. Il bello però è che Portal of Evil non punisce queste perdite: per finirlo basta vederne una parte piccolissima, a patto di avere punteggi alti e un po’ di fortuna. C’è soltanto un luogo che è necessario visitare per vincere; il resto è facoltativo, e scoprirlo nella giusta sequenza costituisce la parte migliore del libro. La vera soddisfazione di Portal of Evil viene dal ricostruire la strada ideale (non la si può definire un true path) pezzo per pezzo, lettura dopo lettura, prova dopo prova, svelando al contempo tutti i dettagli del mistero del portale. Chi fa la scelta giusta viene sempre premiato con le informazioni necessarie a compiere correttamente quella successiva, e in questo sta la forza del libro e insieme la sua debolezza: le opzioni non sono mai nascoste, per esempio con codici numerici, ma sempre proposte in modo esplicito. Perciò, anche se nessuno in precedenza ti ha detto di dire una certa cosa ad un certo individuo, il testo al momento giusto ti proporrà comunque di dirgliela, e tu naturalmente intuirai che potrebbe essere una buona idea, anche se non c’è nessun motivo per cui dovresti dire proprio quelle parole. Ciò facilita parecchio le cose, ed è strano che Darvill-Evans sia tanto reticente ad usare i semplici ma efficaci trucchi di Steve Jackson come “se hai qualcosa da dire al personaggio X, sottrai Y da questo paragrafo e vai a quello corrispondente”.

Nel complesso, comunque, si vede che Portal of Evil non vuole essere difficile: i combattimenti sono pochi (e quelli difficili ancora meno), le morti istantanee idem, mentre il ruolo della Fortuna è generalmente limitato ai casi in cui si è deviato dalla strada migliore. L’autore premia la capacità di analizzare la situazione piuttosto che un buon lancio di dadi, e in un paio di occasioni sa proporre degli enigmi interessanti (anche se del secondo ho afferrato il meccanismo, ma non la logica). Come abbiamo visto, poi, per finire il libro non è necessario affaticarsi più di tanto o seguire forzatamente tutte le tappe del percorso ottimale. E non è facile decidere se questi siano pregi o difetti: la flessibilità di Portal of Evil, le continue scoperte che nasconde e il fascino esercitato da un racconto tutto sommato banale (l’idea dei dinosauri non mi ha entusiasmato) mi hanno lasciato un’ottima impressione, tanto da farmi accarezzare l’idea del massimo dei voti, cosa che non ho mai considerato prima per un Fighting Fantasy. Tuttavia devo anche mettere sulla bilancia alcune ingenuità di design, quello stile “jacksoniano” sempre distaccato anche quando dovrebbe mettere tensione, la mancanza di nuove regole esclusive, e la sensazione – vagamente colpevole – che sia tutto più facile del dovuto; il finale inutilmente melanconico e i disegni non all’altezza del miglior Alan Langford sono magagne più marginali, ma comunque degne di menzione. Soppesati i pro e i (pochi) contro, la mia opinione è che Portal of Evil sia uno dei migliori episodi di questa collana che ci ha spesso mostrato l’inferno dei librigioco, ma mai il paradiso; non è entusiasmante, non è clamoroso, non ha gli attributi del classico, ma nella sua discrezione rivela una qualità insospettabile.

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