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Indice principale : Librogame E.L. - Singoli Libri : Misteri d'Oriente : 

Categoria: Librogame E.L. - Singoli Libri Misteri d'Oriente
Titolo: 04 - I Segreti di Babilonia  Piu' letteValutazione: 8.50  Letture:1658
Descrizione   Doug Headline e Jacques Collin
Descrizione   Babilonia, “la città blu” vicina alla dimora degli dei, luogo di intrighi, di perdizione, di enormi ricchezze e spaventosa miseria, dove una folla variopinta si agita senza sosta tra le vie e i mercati, Babilonia culla della civiltà e ricovero di ogni vizio, nasconde tra le sue mura un’indicazione preziosa: devi entrare nella biblioteca della Torre di Babele...
Valutazione media: (1) (10)
Data pubblicazione 21/12/2006
Inviata da: Gurgaz il 21/12/2006
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 8 8
Descrizione
     Titolo originale: Les Mystères de Babylone
Autori: Doug Headline e Jacques Collin
Anno: 1986
Illustrazioni: Jacques Terpant
Traduzione italiana: Eleonora Baron (1990)

Fonte d’ispirazione: Babilonia, o Babele, fu la città antica più importante dell’Asia Anteriore; era situata sul canale Arakhtu dell’Eufrate, nella parte settentrionale della regione in cui Eufrate e Tigri si avvicinano maggiormente prima di sfociare nel Golfo Persico. Secondo la tradizione, fu fondata dal re accadico Sargon, che vi eresse un palazzo reale già nel XXIV secolo a.C. Nella sua lunghissima storia conobbe periodi di decadenza e grandi rinascite. Le più potenti civiltà della Mesopotamia e della Persia si contesero il dominio di Babilonia, che cadde in mano a molti grandi condottieri. Il periodo di massimo splendore si registrò durante la dominazione caldea, in particolare nel regno di Nabucodonosor II (604-562), che fece costruire i famosi Giardini Pensili, il palazzo e le imponenti fortificazioni. La cinta era costituita da due muri, uno interno con torri ogni 18 metri ed uno esterno con fossato antistante. V’erano 8 porte; la città era posta a cavallo dell’Eufrate con un ponte di comunicazione su cui passava il Viale delle Processioni. Il tempio di Marduk (Esagila) sull’Eufrate constava della Porta Santa, della torre e del tempio più recente, quadrato, con cortili e la torre Etemenanki, anche chiamata “torre di Babele”, ma che non ha nulla a che fare con quella ricordata nella Bibbia.

Nel capitolo precedente, Nikanor aveva ibernato il Prete Gianni, assicurandogli che si sarebbe risvegliato dopo qualche secolo a Babilonia, nell’epoca del saggio Soushan, ennesimo personaggio-chiave nella ricerca di Shangri-La. Il consigliere di Re Salomone deve aver sbagliato i suoi calcoli, perché il nostro eroe scopre che l’erudito caldeo è da poco passato a miglior vita...

Uno spirito indomito come quello del Prete Gianni non si abbatte per così poco e la fortuna lo assiste, perché scopre che Soushan ha affidato il segreto di Shangri-La ad una delle innumerevoli tavolette della biblioteca di Babele. La posizione del documento può essere individuata solo trovando ed interrogando i tre migliori amici di Soushan: Kantum, erborista reale che vive nei Giardini Pensili; Mahal, eccentrico erudito che abita nei bassifondi della Città Rossa; Barsip, mago buontempone ed assiduo frequentatore del Quartiere dei Giochi.

A differenza degli altri episodi della serie, I Segreti di Babilonia è una lunga investigazione, dove occorre districarsi tra piccoli inganni, indizi fuorvianti e gustose burle. La parte migliore è certamente quella del Quartiere dei Giochi: la caccia a Barsip si intreccia con il bellissimo intermezzo sentimentale a casa di Nana-Dirat, varie parentesi esilaranti e trappole micidiali, come la pericolosissima baracca di Horla. Purtroppo non tutte e tre le ricerche si mantengono sullo stesso livello di difficoltà e coinvolgimento, altrimenti ci troveremmo davanti ad un autentico capolavoro.

Nei momenti migliori come in quelli sottotono non viene mai meno la qualità della scrittura, che inanella descrizioni e narrazioni assai più raffinate rispetto ai volumi precedenti. Grande pathos nel duello all’ultimo sangue con Alshaya il Nero, un avversario spietato e furente di gelosia. È l’unico combattimento ostico del librogame, che può essere agevolmente letto fino in fondo se si resta alla larga dai guai. Peccato per l’inconsistenza della parte ai Giardini Pensili e per la facilità con cui si possono raggiungere Mahal e Kantum; pur con questi cali di tensione ed ispirazione, questo librogame mostra come si può strutturare un’avventura urbana che appassioni senza abusare degli scontri, bensì attraverso idee originali, singolari imprevisti e personaggi ben caratterizzati. Jacques Terpant torna ad illustrare il librogame ma stavolta le sue tavole sono un po’ troppo convenzionali.

Ambientazione: 8
Stile di scrittura: 10
Bilanciamento: 8
Interattività: 7
Aspetto grafico: 7

Voto complessivo: 8
Difficoltà: media

Inviata da: EGO il 12/5/2008
Valutazione generale: Valutazioni di categoria: 9 9
Descrizione
     Scampato alle terribili miniere di Salomone, il Prete Gianni si ritrova sbalzato nel tempo e nello spazio nella grande Babilonia, dove il saggio Souhsan dovrebbe attenderlo per indicargli la via per Shangri-La. L’immancabile intoppo, stavolta, sembra però irrisolvibile: Souhsan è morto da qualche settimana… Per fortuna tre suoi amici sono in possesso ciascuno di una delle informazioni necessarie a ritrovare il documento che serve al nostro ex-crociato; basta solo ritrovarli tra le vie dell’immensa, brulicante città.

E Babilonia non tarderà a rivelarsi la vera protagonista della vicenda, che si manifesta attraverso i suoi assurdi, eppure verosimili abitanti. In quanto a sviluppo e utilizzo dei personaggi, non c’è volume in Misteri d’Oriente che possa competere col quarto: esplorare Babilonia significa interagire con chi la popola, e la città contiene l’intero campionario umano, dal mendicante al nobile; una Babele di nome e di fatto, perfettamente inquadrata nel suo contesto storico, ma al contempo estremamente attuale. Dopo tante avventure trascorse in solitaria, finalmente il Prete Gianni è uomo tra gli uomini; il suo ruolo di eroe viene ridimensionato, deve confrontarsi con individui di ogni sorta e scendere a compromessi con la loro volontà e le loro capacità, in un caleidoscopio di relazioni fugaci e mutevoli, ma che lasciano tutte il segno. Proprio in quest’avventura in cui il protagonista sembra avviare un cammino di perfezionamento spirituale e di apertura mentale, l’ansia di arrivare alla meta raggiunge il parossismo e da più parti giungono importanti anticipazioni del futuro.

Si tratta veramente di un episodio di svolta, anche a livello di gioco dove il tiro di dadi assume un’importanza davvero consistente nel decidere gli esiti di un’azione, in contemporanea col netto diminuire dei paragrafi. Babilonia è, al di qua e al di là della pagina, una Las Vegas perfettamente rappresentata dal suo Quartiere dei Giochi, dove può accadere veramente di tutto, dal raccapricciante gioco dei “birilli” di Horla, al cammeo di Robin Hood al baraccone del tiro con l’arco, fino alla roulette russa delle carte dell’indovino. Il maggior ruolo del caso si traduce anche, inevitabilmente, nel proliferare di morti istantanee contro cui si può fare ben poco. Stranamente l’equilibrio di gioco non viene particolarmente intaccato, anzi, si guadagna quel tocco di difficoltà in più che rende il libro maggiormente impegnativo rispetto all’Occhio della Sfinge. Alcune situazioni indubbiamente non valgono i rischi che comportano, ma il bello di Babilonia è che si ha la libertà di scegliersi la sfida; l’unica certezza è che una sfida c’è sempre.

I segreti di Babilonia è, a mio parere, la lettura migliore della serie. Il testo ha raggiunto una certa maturità e serietà, e le cose sembrano proprio viste attraverso occhi nuovi, sempre divertiti ma attenti a cogliere sfumature più profonde e inquietanti. La breve ma toccante avventura del nostro con una fanciulla bellissima, le travagliate decisioni da prendere al cospetto di poveri e mendicanti, i curiosi ma intensi incontri coi tre saggi (non è un caso che uno sia cieco, uno sordo e uno muto); tutto affascina e avvince il lettore, e checché ne dica il finale, una lettura non basta a sviscerare i segreti di Babilonia. Il finale stesso, così breve e insignificante, sembra star lì a confermare che il viaggio sta diventando importante quanto il traguardo, e che le miglia percorse e i cadaveri lasciati alle spalle non sono più sufficienti al Prete Gianni per meritare e raggiungere l’agognata Shangri-La. Perfino l’incantesimo di comprensione dei linguaggi di Hasan Sabbah sembra non essere più in grado di decodificare tutti gli idiomi che il nostro eroe incontra. In questo quarto volume si trovano quindi importanti spunti che verranno poi ripresi e perfezionati nella successiva serie di Headline, Samurai.

E’ veramente una fortuna che questa grande ispirazione abbia colto gli autori in corrispondenza di questo episodio, che dalle premesse non sembra promettere più della classica quest cittadina su uno spartito già suonato dalla City of Thieves di Ian Livingstone e sviluppato in concerto dalla Città dei misteri di Steve Jackson, con cui questa Babilonia ha certamente più di un’analogia. Vero punto di svolta della Saga del Prete Gianni, I segreti di Babilonia è un librogame fantastico da giocare e da leggere, in grado di offrire piccole lezioni e spunti di riflessione oltre a un grande divertimento.


PS: giusto per la cronaca, il personaggio-parodia del volume è lo scriba chiamato Bykh.

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